Il Corriere Termo Idro Sanitario Marzo 2026 | Page 45

INTEROPERABILITÀ E DIGITALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI
Un aspetto chiave del nuovo quadro è l’ enfasi su standard aperti e interoperabilità: il settore HVAC dovrà sempre più dialogare con infrastrutture digitali basate su protocolli comuni. Il decreto estende anche gli obblighi di misurazione e accesso ai dati, prevede

ELETTRIFICAZIONE, POMPE DI CALORE, INTEGRAZIONE RINNOVABILI NEGLI EDIFICI

Il decreto rafforza l’ orientamento europeo verso l’ elettrificazione efficiente, ponendo così le pompe di calore al centro della strategia per riscaldamento e raffrescamento. Negli edifici di nuova costruzione, il decreto RED III impone che almeno il 60 % del fabbisogno energetico destinato alla produzione di acqua calda sanitaria e, in misura analoga, il 60 % del totale tra ACS, riscaldamento e raffrescamento sia coperto attraverso fonti rinnovabili.
sistemi di telemetria e introduce requisiti specifici anche per la mobilità elettrica( es. obbligo di ricarica intelligente dal 30 giugno 2026).
IMPLICAZIONI OPERATIVE PER PROGETTISTI E INSTALLATORI
Per i progettisti HVAC, il nuovo quadro normativo spinge verso soluzioni sempre più ibride e integrate: pompe di calore, solare termico, fotovoltaico, sistemi di accumulo elettrico e termico devono essere pensati come un ecosistema unico capace di ottimizzare l’ autoconsumo e rispettare i requisiti di copertura FER. Il dimensionamento richiederà maggiore attenzione ai rendimenti stagionali e ai criteri di efficienza richiesti dagli incentivi, con la necessità di predisporre margini per futuri adeguamenti. La documentazione
Nel caso delle ristrutturazioni importanti di primo livello, la soglia da rispettare è pari al 40 %, sia per la produzione di acqua calda sanitaria sia per l’ insieme dei consumi termici dell’ edificio. Per gli interventi classificati come ristrutturazioni di secondo livello, viene introdotto un obbligo più leggero ma comunque significativo: almeno il 15 % del fabbisogno energetico legato alla climatizzazione invernale ed estiva deve essere assicurato tramite energia rinnovabile.
progettuale dovrà includere considerazioni su sostenibilità, cicli di vita e tracciabilità. Per gli installatori, la RED III eleva il fabbisogno di competenze nel campo elettrico, digitale e di integrazione sistemica: non solo idraulica e termotecnica, ma anche gestione inverter, storage, cablaggio dati, protocolli di comunicazione e cybersecurity di base. Il commissioning assume un ruolo rilevante: l’ integrazione tra pompe di calore, FV e accumuli dovrà essere testata e documentata con cura, insieme alla configurazione dei sistemi di contabilizzazione e telemetria necessari per incentivi e comunità energetiche. Insomma, la RED III apre spazi per nuovi servizi: energy management, manutenzione evoluta, ottimizzazione dinamica dell’ autoconsumo, integrazione in comunità energetiche. Permangono tuttavia rischi legati alla complessità autorizzativa locale, ai possibili fenomeni di vendor lock-in e alla necessità di una formazione continua per mantenere elevata la qualità installativa. Ma avremo modo sui prossimi numeri di tornare sull’ argomento.

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