Il Corriere Termo Idro Sanitario Marzo 2026 | Page 21

STRUTTURA DEI SISTEMI DI TELECONTROLLO
I sistemi di telecontrollo si basano in genere su un’ architettura a tre livelli, semplice da comprendere anche dal punto di vista operativo. Al livello di campo si trovano sensori e attuatori: sono loro a misurare temperatura, pressione, portata, qualità dell’ aria e ad azionare valvole, pompe, ventilatori o serrande. Al livello periferico operano le unità che raccolgono i segnali provenienti dal campo, eseguono piccole logiche locali( ad esempio gestione valvola + pompa) e fanno da collegamento verso il sistema di supervisione. Al livello di supervisione, infine, c’ è il centro di controllo: qui arrivano i dati aggregati, vengono generati allarmi, memorizzate le serie storiche e inviati comandi correttivi o indicazioni per la manutenzione. La comunicazione tra questi livelli può avvenire tramite Ethernet, reti wireless, reti cellulari o linee seriali, scegliendo un protocollo tra i molti disponibili. La scelta dipende soprattutto dalla distanza tra i dispositivi, dalla banda necessaria, dai requisiti di sicurezza e dall’ affidabilità richiesta. L’ architettura finale viene definita dal progettista, che valuta la tipologia degli impianti, la loro distribuzione e il livello di monitoraggio necessario. Partendo da questa struttura modulare, si realizzano sistemi di telecontrollo scalabili, adattabili a impianti piccoli o grandi. È importante adottare regole chiare per l’ assegnazione dei nomi( naming), ai punti( tag) di impianto per la gestione degli storici( quanto tempo tenere i dati e in che formato) e per la sicurezza, così da garantire integrità e disponibilità delle informazioni.
PREDISPOSIZIONE ALLA DOMOTICA
La predisposizione per dispositivi domotici deve essere pianificata già in fase di progetto, in base alla futura configurazione dell’ impianto. Per l’ installatore significa tenere conto della mappatura delle zone termiche, dei percorsi delle tubazioni e dei cavi, dei punti di controllo e delle posizioni dei quadri. È fondamentale definire sin dall’ inizio la topologia del sistema( centralizzata o distribuita), il tipo di cablaggio( bus dedicato, Ethernet, o soluzione mista) e l’ alimentazione necessaria per sensori attivi e attuatori motorizzati. Il primo passo è raccogliere le esigenze dell’ utente e capire quali funzioni dovrà svolgere il sistema: controllo delle zone termiche, programmazione dei set point per fascia oraria, gestione dei carichi elettrici, integrazione con VMC o recuperatori di calore, comando di tapparelle e schermature solari, supervisione di pompe idrauliche, pompe di calore, chiller, contabilizzazione e monitoraggio dei consumi energetici.
Miscelatore elettronico evoluto con connettività per controllo e regolazione della temperatura negli impianti di distribuzione sanitaria, con sistema di disinfezione contro la Legionella gestibile elettronicamente( LEGIOMIX ® evo serie 6003, Caleffi)
Una predisposizione corretta permette di installare successivamente i dispositivi senza dover intervenire pesantemente sulle opere murarie e garantisce una buona integrazione tra HVAC, domotica e sistemi di supervisione.
CABLAGGIO Quando si realizza il cablaggio di un impianto è fondamentale prevedere fin dall’ inizio percorsi sufficienti e spazi di riserva per eventuali estensioni future. Ogni unità terminale dovrebbe essere raggiunta da almeno un tubo corrugato dedicato, mentre i quadri di zona devono disporre di condotti di sezione generosa per poter inserire nuovi cavi senza difficoltà. È buona pratica separare le linee di potenza da quelle di segnale analogico o digitale, così da limitare interferenze e disturbi. Quando richiesto, utilizzare cavi schermati per i segnali a bassa tensione e mantenere un cablaggio ordinato con fascette e canalizzazioni adeguate. I punti dati RJ45 Cat6 o superiori vanno installati vicino a quadri BMS, gateway, moduli I / O e nodi di aggregazione. In impianti distribuiti o in contesti campus è opportuno predisporre fibra ottica per dorsali ad alta capacità e lunga distanza. Un punto dati RJ45 è semplicemente una presa di rete Ethernet, e che la categoria Cat6 garantisce velocità fino a 1 Gbit / s. Le alimentazioni dei controller, gateway e dispositivi critici devono essere dedicate, protette da magnetotermici adeguati e, dove serve continuità operativa, supportate da un UPS. È indispensabile anche

Promemoria per l’ installatore

Posizionare bene i sensori: evitare correnti d’ aria, superfici calde o fredde e distanze eccessive. Controllare attuatori e comandi: verificare corsa valvole, direzione ventilatori, segnali( mA). Curare il cablaggio: corrette polarità, schermature e terminazioni delle linee dati.
Testare ogni funzione: letture sonde, avviamenti, arresti, allarmi, set point. Verificare l’ HMI: l’ utente deve poter leggere stati e modificare i parametri essenziali. Documentare e spiegare: lasciare al cliente istruzioni chiare su ciò che può regolare e cosa no. una messa a terra accurata e un collegamento equipotenziale dei quadri e dei dispositivi di campo, per garantire sicurezza e affidabilità nelle comunicazioni. Quando possibile, la scelta di protocolli aperti favorisce l’ interoperabilità tra costruttori diversi e facilita eventuali ampliamenti futuri.
SENSORI E ATTUATORI I sensori ambientali comprendono misuratori di temperatura, umidità relativa e qualità dell’ aria( CO₂, VOC). Devono essere installati a 1,1 – 1,3 metri dal pavimento, lontano da fonti di calore, raggi solari diretti o bocchette dell’ aria, per evitare letture falsate. Per le misure di circuito si montano i sensori di mandata e ritorno sui collettori, opportunamente isolati per garantire la precisione. Pressioni e portate vengono misurate con trasduttori differenziali installati su filtri, pompe o sezioni dedicate. Gli attuatori includono valvole motorizzate e servomotori. Sensori di presenza e fotocellule permettono di utilizzare logiche legate all’ occupazione( climatizzazione, illuminazione) utili per il risparmio energetico.
DOCUMENTAZIONE, ETICHETTATURA, COMMISSIONING
La documentazione deve essere prodotta prima dell’ installazione: schema unifilare delle alimentazioni, elenco I / O, indirizzamenti bus e denominazione univoca dei punti di impianto. Questo permette a chi installa di sapere esattamente dove portare ogni cavo e quale dispositivo corrisponde a ciascun punto del sistema. Durante l’ installazione è fondamentale etichettare cavi, morsetti, canaline e dispositivi secondo una convenzione chiara( es. AREA _ ZONA _ FUNZIONE _ ID). Una buona etichettatura accelera diagnostica, manutenzione e verifiche. Prima del commissioning si eseguono i test preliminari: continuità dei cablaggi, corrette schermature, prove di isolamento e controlli funzionali dei sensori. Si verificano poi i set point di progetto e si applicano eventuali correzioni. Il commissioning vero e proprio comprende la calibrazione dei sensori, la configurazione delle logiche orarie e di occupazione, la registrazione delle baseline operative e la creazione di snapshot iniziali per le analisi future. Dove richiesto, predisporre l’ accesso remoto sicuro( VPN, TLS, autenticazione a due fattori) per firmware update e manutenzione predittiva. Una predisposizione ben realizzata rende l’ impianto più affidabile, facilita gli interventi nel tempo e permette un controllo energetico più preciso. Per l’ installatore significa meno problemi in avviamento, integrazioni future più semplici e un servizio di qualità superiore al cliente.
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