Il Corriere Termo Idro Sanitario Marzo 2025 | Page 23

La sua complessità ? Le implicazioni professionali che la sua applicazione comporta ? Non ci addentriamo in questa materia , ma ci soffermiamo su un aspetto che riteniamo possa costituire se non la soluzione , quantomeno un percorso alternativo che supporti il mercato e i tecnici nel dispiego di questa campagna di diffusione della pompa di calore . Quanto già in essere nel mondo delle caldaie infatti si presta ad un efficace parallelo : la norma UNI 7129 , Impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione - Progettazione , installazione e messa in servizio è il modello di riferimento di un segmento che ha stabilizzato il modus operandi della categoria e lo ha reso più uniforme e costante .
UNA NUOVA NORMA TECNICA Da questo spunto nasce la manifestazione di interesse portata al Comitato Termotecnico Italiano ( CTI ) da Assoclima , CNA Installazione Impianti e Assofrigoristi per la stesura di una norma tecnica dedicata all ’ installazione delle pompe di calore ad uso della climatizzazione domestica , uno strumento che fornirebbe le istruzioni per l ’ uso alla stregua di quanto fatto dalla 7129 nell ’ epoca delle caldaie a condensazione per uno sviluppo per così dire conforme e “ sorvegliato ” dell ’ utilizzo della pompa di calore . Certo , questa norma non potrebbe andare
a modificare l ’ impostazione delle installazioni esistenti , ma costituirebbe un riferimento per la nuova generazione di pompe sempre più incrociata dalla necessità di funzionare con refrigeranti oggi prevalentemente A2L , ma domani anche A3 . Abbiamo pertanto cercato di condividere con Dario Molinari , Funzionario Tecnico CTI responsabile della gestione della Commissione Tecnica 243 “ Impianti di raffrescamento : pompe di calore , condizionatori , scambiatori , compressori ” una considerazione sull ’ importanza di questa iniziativa , sulle metodologie che possiamo prefigurare e sulle ricadute e i benefici che potrebbero venire dall ’ esistenza di una norma tecnica specificamente dedicata all ’ argomento . “ Una norma tecnica ha significato e valore nella misura in cui viene recepita e adeguatamente utilizzata . È uno strumento che può solo portare valore aggiunto sia al mercato sia agli operatori sia agli utilizzatori finali . L ’ aspetto fondamentale , quindi , è che le norme tecniche vengano utilizzate una volta pubblicate perché la normazione non deve essere fine a se stessa e fare in modo che qualsiasi documento normativo abbia successo è parte essenziale del lavoro delle nostre Commissioni Tecniche e del Comitato Termotecnico Italiano più in generale ”.
In questo quadro si inserisce perfettamente questo progetto . “ Si inserisce e si qualifica per la possibilità di dare agli operatori un riferimento importante per la messa in campo delle pompe di calore ”.
Ma esiste già la norma 378 … “ Verissimo , ma la serie di norme UNI EN 378 costituisce un riferimento nato a livello europeo , recepito ovviamente anche in Italia in ragione degli accordi tra CEN ed Enti di normazione dei Paesi Membri . Pur avendo le caratteristiche di una norma di sistema e trattando conseguentemente tutti gli aspetti connessi
alla progettazione , installazione ed esercizio , ha dei contenuti generali e l ’ utilità applicativa è migliorabile . È legittimo quindi che agli occhi degli operatori si presenti un problema nel momento in cui c ’ è un documento come la UNI EN 378 che per sua stessa natura non è orientato ad affrontare i problemi pratici che un operatore riscontra sul campo . In questi casi è utile intervenire in aiuto al mercato integrando la norma europea con altre norme tecniche di livello chiamiamolo più operativo , con un taglio più pragmatico .”
Si tratta di un ’ esperienza già sviluppata ? “ Altre norme sono nate proprio con l ’ impostazione di fornire degli standard applicativi : pensiamo a norme come la UNI 10683 prodotta sempre dal CTI o le UNI 7128 e 7129 elaborate dal Comitato Italiano Gas . La UNI 7129 che è una norma che tratta l ’ installazione delle caldaie a gas ed effettivamente fa parte di quel parco di norme che vengono redatte normalmente in forma pragmatica : sono molto “ pratiche ”, al punto di poter essere qualificate come manuali tecnici tradotti in norma .”
Che cosa intende con “ manuale tecnico tradotto in norma ”? “ È una vera e propria modalità di stesura , perché questo tipo di norme contiene una serie di prescrizioni , di indicazioni per effettuare il lavoro al meglio delle condizioni , quindi per fornire standard tecnici utili nell ’ attività sul campo . La citata UNI 7129 , ma anche le UNI 7128 sulle canne fumarie e UNI 10683 sugli apparecchi a biomassa sono norme di installazione che permettono agli installatori di svolgere la loro attività in condizioni di sicurezza e realizzare installazioni “ a regola d ’ arte ” e sicure anche per l ’ utilizzatore ”.
Uno strumento importante per chi opera sul campo ! “ Sicuramente importante per chi è sul campo , ma anche un reale vantaggio
anche per i produttori degli apparecchi . Chiunque fabbrichi questi generatori , pompe di calore o caldaie che siano , ha il cospicuo vantaggio di trovare nella norma una linea di indirizzo per avere certezza che l ’ installazione del loro apparecchio sia eseguita correttamente . E questo porta ovviamente ad avere meno problemi post installazione , quindi in tutta l ’ attività di gestione del post vendita ”.
E veniamo al capitolo sicurezza e infiammabilità , temi che erano tipici della combustione e che oggi si affacciano anche sulle pompe di calore in ragione della nuova normativa “ La pompa di calore è stata oggetto di grande attenzione da parte della normativa comunitaria , perché se ne apprezza il valore di contenimento dell ’ impatto ambientale , ma la scelta fatta sui gas porta nel circuito a pressione il problema dei gas infiammabili . Il CTI si è occupato anche di seguire lo sviluppo di queste norme , delle norme di prodotto sulle pompe di calore contenenti gas infiammabili , tutta la serie 60335 e ha seguito questo processo in quanto Mirror Committee del CEN . Per quella che è stata la nostra percezione , non hanno stravolto le norme esistenti sugli altri gas refrigeranti , ma è altrettanto naturale constatare che già sul tema del prodotto troviamo delle prescrizioni di sicurezza un po ’ più stringenti fin dalla fase di progettazione della macchina . Quindi oggi i produttori devono seguire una norma che comporta maggiori attenzioni e sarebbe un ’ ottima cosa se anche gli installatori avessero il supporto di una norma tecnica che li guidasse nella gestione di queste problematiche .”
E oltre all ’ installazione c ’ è la manutenzione “ Una norma di installazione per le pompe di calore , con delle specifiche anche per gli apparecchi contenenti fluido refrigerante infiammabile , può contenere indicazioni utili anche sulla manutenzione , così come la UNI EN 378 si addentra a fornire indicazioni specifiche . Queste norme nascono a livello nazionale , da un dialogo con i produttori degli apparecchi , le associazioni di categoria e gli installatori : questo permette di creare una norma che sia come già detto un manuale tecnico , un manuale di installazione con le prescrizioni di sicurezza , con le prescrizioni per la corretta posa , per la corretta manutenzione . Questo è qualcosa che possiamo assolutamente fare e che auspichiamo di fare . È un ’ esperienza che abbiamo già sviluppato anche con la UNI 10683 sulle biomasse e siamo convinti che ricalcare quest ’ esperienza possa essere non solo interessante , ma decisamente utile , perché crea una fruibilità della norma che è quanto di più auspicabile da parte nostra ”.
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