UNA FIERA SEMPRE PIÙ VICINA AL LAVORO REALE
Uno degli aspetti più apprezzabili di MCE 2026 è stata la maggiore attenzione ai contenuti pratici. Accanto ai grandi temi – transizione energetica, normative, strategie industriali – si è parlato molto di applicazioni reali, problemi di cantiere, soluzioni installabili e assistenza post vendita. In questo senso, MCE si conferma non solo come vetrina tecnologica, ma come luogo di confronto concreto per chi gli impianti li realizza davvero. Un confronto che diventerà ancora più importante nei prossimi anni, quando competenze tecniche, digitali e normative dovranno convivere sempre di più nello stesso mestiere.
In occasione di MCE è stata presentata la seconda edizione di Heat Pump Technologies che si terrà nel 2027
Presentazione dei dati di mercato Assoclima
NUMERI DAL MERCATO Assoclima La rilevazione statistica 2025 presentata a MCE mostra un quadro complessivamente positivo per il mercato italiano dei componenti per la climatizzazione. Il fatturato Italia raggiunge 2.921 milioni di euro(+ 8,5 % a parità di panel) e la produzione nazionale 1.279 milioni(+ 6,4 %), con una base statistica ampliata a 50 aziende. Il traino principale viene dall’ espansione diretta: segnali molto forti per i climatizzatori split( monosplit + 16 % a volume /+ 12 % a valore; multisplit + 15 %/+ 13 %) e per i sistemi VRF(+ 12 %/+ 10 %), sostenuti da maggiore consapevolezza sull’ efficienza delle pompe di calore elettriche, da un mercato di sostituzione rilevante e dall’ aumento della domanda di raffrescamento legato alle ondate di calore. Nel segmento idronico aria-acqua e chiller ad aria il quadro è sostanzialmente stabile(-0,4 % a valore), ma con dinamiche differenziate per potenza: forte crescita per le taglie 18 – 50 kW(+ 11,6 % a volume /+ 10,8 % a valore) e per taglie > 500 kW( PNRR, terziario e grandi infrastrutture); lieve contrazione nelle potenze residenziali < 10 kW e 11 – 17 kW, con possibilità di recupero nel breve periodo. Le pompe di calore acqua-acqua e i chiller condensati ad acqua segnano un + 2,9 % a valore, con notevoli aumenti nelle fasce fino a 10 kW(+ 31 % a volume /+ 41 % a valore) e tra 18 – 100 kW. Buone performance anche per unità di trattamento aria(+ 7 % volume /+ 23 % valore), rooftop(+ 3 %/+ 7 %), unità terminali(+ 3 %/+ 6 %), ventilazione meccanica residenziale(+ 2 %/+ 6 %), climatizzatori trasferibili / monoblocco(+ 13 %/+ 10 %) e condizionatori close control(+ 2 %/+ 15 %). Assoclima ha presentato inoltre lo studio TEHA sul futuro delle pompe di calore: il potenziale di diffusione è frenato soprattutto da fattori economici, in particolare dal rapporto prezzo elettricità / gas( Reeg) sfavorevole. Le proposte includono misure regolatorie e commerciali
Vendite Mercato Italia( unità) 2025 2024 Δ % Caldaie murali 769.090 911.899-15,70 % Caldaie a basamento 6.340 8.342-24,00 % Caldaie soffiate 3.626 4.252-14,70 % Bruciatori 25.581 23.539 8,70 % Scaldaacqua in pompa di calore 22.916 23.516-7,50 % Scaldaacqua a gas 291.084 310-021-6,10 %
integrate— riduzioni selettive di oneri e accise per utenti con pompe di calore, interventi sulle componenti tariffarie che penalizzano l’ aumento di potenza impegnata, strumenti di compensazione dedicati e offerte Luce & Gas dedicate— con l’ obiettivo di portare il Reeg verso un valore ~ 2, rendendo le pompe di calore la scelta più conveniente e coerente con obiettivi di transizione energetica, competitività e indipendenza.
Assotermica Il mercato italiano delle caldaie registra nel 2025 una contrazione significativa, con oltre 140.000 unità vendute in meno rispetto al 2024, suscitando preoccupazione per la sostenibilità del comparto. Secondo Assotermica, le caldaie murali— nodo centrale per il rinnovo residenziale— passano da 911.899 a 769.090 unità(-15,7 %); caldaie a basamento-24,0 %( da 8.342 a 6.340); caldaie soffiate-14,7 %( da 4.252 a 3.626); scaldacqua a gas-7,5 %( da 310.021 a 291.084). Anche le soluzioni ibride e gli scaldacqua in pompa di calore arretrano( ibridi-5,0 %; scaldacqua in pompa di calore-7,5 %), mentre registrano unico segno positivo i bruciatori(+ 8,7 %). Il calo non è interpretato come semplice flessione congiunturale ma come manifestazione di incertezza strutturale che può compromettere il rinnovo del parco impianti— in Italia circa 9 milioni di apparecchi obsoleti— con impatti negativi su consumi, efficienza ed emissioni. Assotermica evidenzia rischi per imprese e occupazione, frenando investimenti necessari per la transizione tecnologica. Il presidente Giuseppe Lorubio richiama le istituzioni a misure chiare e stabili: ripensare piani per l’ efficientamento degli edifici e garantire incentivi coerenti e duraturi( Ecobonus, Bonus Casa) che sostengano concretamente famiglie e imprese nella sostituzione degli apparecchi obsoleti. Senza segnali di politica industriale e incentivazione chiari e di medio-lungo periodo, il settore rischia un progressivo indebolimento proprio quando il contributo dell’ industria del riscaldamento è cruciale per accompagnare la transizione energetica nazionale.
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