Il Corriere Termo Idro Sanitario Maggio 2026 | Page 26

26 TIS n. 430 MAGGIO 2026 I www. infoimpianti. it
INTERVISTA
ALESSANDRO SIGNORATO

Impianti di climatizzazione: una ricetta con ingredienti precisi

“ È UN LAVORO DI SQUADRA QUELLO CHE SI SVOLGE SU IMPIANTI E ATTREZZATURE DI CLIMATIZZAZIONE- AFFERMA ALESSANDRO SIGNORATO, TITOLARE DI KASAKURIMA- IN CUI OGNUNO DEVE POTER FARE LA PROPRIA PARTE: CHI INSTALLA E MANUTIENE DEVE AVERE LE COMPETENZE PER FARLO, MA PER ARRIVARE A QUESTA CONDIZIONE IL MERCATO E I TECNICI DEBBONO FARE MOLTA STRADA, CON L’ AIUTO DEL LEGISLATORE”
Redazione TIS

Kasakurima è un centro assistenza di marchi importanti e si occupa della manutenzione e della riparazione degli impianti nella zona est di Verona. Il titolare, Alessandro Signorato, è anche formatore per corsi F-Gas ed esaminatore per un ente di certificazione. Da questo osservatorio è possibile“ fotografare” il mercato da più angolature. Cominciamo dallo stato delle cose: la nuova generazione di prodotti che si è affacciata e che si sta affacciando in questi ultimi anni sul mercato a seguito degli impulsi dati dal regolamento F- Gas, coglie preparata o impreparata la categoria?“ È amaro ma doveroso constatare che questa transizione coglie molti tecnici impreparati”, esordisce Signorato.“ Finché gli HFC sono stati predominanti, la formazione è stata quasi esclusivamente legata all’ attività dei costruttori e, con un numero ancora limitato di apparecchi contenenti gas infiammabili o CO₂, il sistema ha retto. Oggi però l’ evoluzione è evidente: la formazione di chi si occupa di installazione e manutenzione non è più sufficiente e manca un numero adeguato di tecnici realmente preparati.“ Non collaboro con tutti i costruttori, quindi non posso parlare a nome dell’ intero mercato, ma è chiaro che alcune aziende stanno già affrontando il tema della sicurezza degli operatori attraverso studi preliminari. Le indicazioni del mercato sono sempre più orientate verso refrigeranti alternativi agli HFC, come propano e CO₂: è naturale aspettarsi, e auspicare, che i costruttori intensifichino gli sforzi sul fronte della formazione degli addetti ai lavori”.

Se dal punto di vista tecnico non ci sono particolari problematiche, come si presenta la situazione in tema di sicurezza?“ Il tema sicurezza si sta certamente presentando, ma mancano risorse e percorsi organizzati che consentano al tecnico di avere chiara percezione: anche l’ idea che basti ottemperare all’ 81 / 2008, al Testo Unico sulla sicurezza dei luoghi di lavoro è una modalità molto parziale di guardare all’ impianto. Se trattiamo prodotti
A2L potrebbe anche essere sufficiente, ma quando cominciamo a lavorare con prodotti altamente infiammabili direi che è insufficiente: c’ è un di più di formazione da aggiungere”.
Come interviene in questo senso la normativa?“ Nella nuova certificazione F-Gas è fondamentale il fatto di passare da una formazione basata su un esame a un sistema fondato sulla formazione continua: cambierà poco se i tecnici svolgeranno questo tipo di attività due volte l’ anno o tutti i giorni, l’ attività lavorativa può essere pericolosa e in veloce aggiornamento, per questo debbono essere costantemente formati. Ci sono lavori pericolosi e altri meno pericolosi, ma se la formazione è continua l’ attenzione è molto maggiore”.
La formazione continua potrebbe essere una soluzione per ovviare a questa situazione di carenza di competenza?“ La formazione continua dovrebbe essere istituzionalizzata, resa obbligatoria da una parte e finanziata dall’ altra. Non deve prendersela in carico solo il costruttore perché costui può insistere sulle caratteristiche del suo prodotto ma alla fine la formazione che eroga è orientata alla vendita, mentre una formazione obbligatoria consentirebbe a tutti gli operatori del settore di agire in sicurezza e con efficacia a prescindere dal prodotto che vanno a installare o manutenere”.
Quando si parla di sicurezza è necessario uscire dalla logica dei DPI e dell’ attrezzatura minima ed entrare in una logica di sensibilità rispetto al lavoro che viene svolto in cantiere?“ Sicuramente. come formatore ho avuto un’ esperienza che mi porta a dire che bisogna insistere su questi temi, perché il mondo degli installatori non ha sempre una percezione lucida e un’ attenzione soddisfacente su questi argomenti”.
Ma c’ è una nuova generazione di tecnici che si sta avvicinando alla professione?“ Purtroppo no, e lo constato con un indi-
Alessandro Signorato, titolare di Kasakurima
ce molto veritiero: nell’ ultimo anno, anno e mezzo le persone che hanno partecipato ai corsi in cui ero docente avevano un’ età media superiore ai 35 anni, sono veramente pochissimi i giovani sotto i 30 anni che vediamo inserirsi in questo settore. Stiamo andando verso una situazione di assenza di futuri tecnici, i giovani che vogliono mettere concretamente le mani sugli impianti sono pochi, molto pochi”.
Ma lei è anche esaminatore: come vede un esame di rilascio della certificazione in cui assuma maggiore importanza la prova pratica?“ Se andiamo a usare dei gas altamente infiammabili, ad alta pressione e via discorrendo, francamente bisognerebbe che l’ esame testasse realmente le capacità del tecnico. Gli esami F-Gas attualmente perlopiù hanno lo scopo di verificare competenze minime indispensabili per saper muoversi in questo settore. Poi, come già detto prima, purtroppo è solo la formazione personale volontaria che fa in modo che queste persone di-
FORMAZIONE E SICUREZZA

Una sfida urgente

Il punto di vista di un centro assistenza e formatore F-Gas che osserva il settore della refrigerazione e climatizzazione da più prospettive. L’ evoluzione normativa e tecnologica, spinta dal regolamento F-Gas, sta portando sul mercato prodotti
con refrigeranti alternativi agli HFC, come A2L, propano, CO₂, ma i tecnici risultano in parte impreparati. La formazione, se orientata maggiormente al prodotto, rischia di essere insufficiente. Serve un salto di qualità: percorsi
strutturati, continui, obbligatori e finanziati, capaci di andare oltre la sola conformità al Testo Unico sulla sicurezza. La nuova certificazione F-Gas va in questa direzione, ma anche gli esami dovrebbero valorizzare molto di più la prova pratica.
Preoccupante infine l’ assenza di giovani nel settore. Senza un investimento serio e condiviso in competenze e formazione continua, non è garantita né la sicurezza degli operatori né quella degli utenti e degli impianti.
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