Il Corriere Termo Idro Sanitario Maggio 2026 | Page 16

FOCUS CLIMATIZZAZIONE RADIANTE
FOCUS CLIMATIZZAZIONE RADIANTE
te le operazioni di installazione e getto. Le nervature presenti attorno alle sedi di posa riducono i punti di contatto diretto tra tubazione e pannello, favorendo una migliore distribuzione del massetto e un efficace scambio termico, con benefici in termini di resa ed efficienza energetica del sistema radiante. Il materiale isolante, costituito prevalentemente da aria inglobata nella matrice polimerica dell’ EPS, garantisce elevate prestazioni di isolamento termico a fronte di una massa ridotta. In funzione delle esigenze progettuali, della resistenza richiesta ai carichi di compressione e dei criteri di sostenibilità ambientale, sono disponibili varianti con additivi migliorativi delle prestazioni isolanti, come la grafite, o con percentuali di materia prima riciclata, in linea con i criteri ambientali e le politiche di economia circolare.
POSA DELLE TUBAZIONI La posa deve rispettare regole base ma essenziali: mantenere il passo di posa previsto in progetto( in base alla potenza specifica da erogare), evitare curve a raggio troppo stretto, mantenere fissaggi distanziati e robusti, assicurare che il tubo non subisca danni durante la chiusura del massetto. Il tracciamento deve essere documentato: ogni circuito deve essere identificabile, con lunghezza e diametro registrati, e collegato al collettore con etichettature chiare. I passi di norma variano in funzione della potenza richiesta: ad esempio, per riscaldamento residenziale passi di 150 – 200 mm sono comuni; se si tratta anche di raffrescamento o esigenze di elevata potenza si può scendere per aumentare la superficie di scambio. Le configurazioni più diffuse per disporre le tubazioni sono due: a chiocciola e a serpentino. Lo schema a chiocciola è molto usato nel residenziale, in particolare con pannelli sagomati. Assicura elevata omogeneità della temperatura superficiale, permette di modulare il passo all’ interno dello stesso locale e richiede soltanto due curve a 180 °. Lo schema a serpentino è indicato con isolanti piani e binari / clip di fissaggio. Si avvia dal perimetro esterno verso il centro; per l’ abbassamento progressivo della temperatura del fluido, la potenza resa cala nella zona centrale. Le molte inversioni a 180 ° impongono raggi ampi, rendendo complesso mantenere passi fitti. In ambito residenziale lo schema a serpentino è spesso usato come integrazione periferica; trova invece maggiore impiego in contesti industriali / terziari, dove si adottano diametri superiori e passi più larghi. Il corretto fissaggio del tubo sul pannello o nel massetto evita spostamenti durante la colata e mantiene la quota prevista. Nei casi in cui il sistema prevede zone con carichi diversi( zona giorno / zone notte), è meglio suddividere in anelli distinti collegati al collettore, favorendo la modulazione
e il bilanciamento idraulico. La posa dei collettori merita attenzione: vanno installati in cassette di ispezione facilmente raggiungibili, con valvole di intercettazione singole per ogni circuito e con punti di prelievo per eventuali prove o misurazioni. È una buona pratica predisporre manometri e punti di scarico per facilita ¬ re le operazioni di test e manutenzione.
MASSETTO, COIBENTAZIONE E FINITURE SUPERFICIALI
Il massetto è il veicolo del calore: la sua qualità influisce in modo determinante sulla resa termica. Per questo è fondamentale rispettare le specifiche del produttore del massetto: umidità residua, tempo di maturazione e compatibilità con il tipo di pavimentazione. Il massetto deve assicurare buon contatto termico con il tubo, senza strati di rottura o materiali isolanti che possano ridurre la conduzione. Per il parquet le soglie di umidità sono stringenti; spesso si preferisce l’ impiego di massetti a rapido indurimento o pannelli a secco in presenza di vincoli temporali. In fase di cantiere occorre evitare aperture prolungate del massetto al calpestio prima della completa maturazione per non compromettere la planarità e il contatto con la finitura. Per i pannelli radianti in raffrescamento la questione del punto di rugiada è fondamentale: sotto massetto deve essere previsto isolamento e barriera al vapore se il controsoffitto o il sottofondo possono essere fonte di umidità; inoltre, le finiture superficiali
devono consentire la conducibilità attesa. L’ uso di pavimentazioni a bassa resistenza termica favorisce il trasferimento di calore e permette di lavorare con temperature di mandata più basse( in riscaldamento) o più alte( in raffrescamento) rispetto a finiture molto isolanti.
PERDITE DI CARICO E DIMENSIONAMENTO DEI CIRCUITI
Il dimensionamento idraulico parte dalla determinazione del fabbisogno termico per zona e dalla distribuzione dei circuiti. È fondamentale calcolare le lunghezze massime dei circuiti in funzione della portata e del diametro: tubi più sottili richiedono maggior prevalenza e possono limitare la lunghezza utile del circuito. In fase di esecuzione gli installatori devono attenersi alle lunghezze già preventivate; quando si verificano scostamenti è necessario ricalcolare portata e ΔP per evitare inefficienze. Il bilanciamento idraulico in campo si ottiene con valvole di regolazione o con misuratori di portata integrati nei collettori; la chiave è ottenere la stessa distribuzione volumetrica prevista in progetto. Prestare attenzione alla lunghezza dei circuiti, anche per evitare scarti di materiale. Per la gestione della pompa e del circolatore la selezione deve essere fatta in base alle curve di sistema risultanti dall’ assetto realizzato in cantiere. L’ uso di pompe a modulazione elettronica( inverter) permette di regolare portata e prevalenza in funzione delle reali perdite di carico, risparmiando energia e limitando la rumorosità.
MODALITÀ DI ESERCIZIO PER RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO
Gli impianti radianti moderni in riscaldamento lavorano con temperature di mandata contenute, 25 – 35 ° C, e ritorno 20 – 30 ° C( ΔT tipico 5 – 10 K). Con finiture ad alta conducibilità( piastrelle, cemento) si possono usare le temperature più basse; finiture più isolanti( legno spesso, moquette) possono richiedere temperatura di mandata più alta. In ogni caso, i pannelli radianti risultano ben compatibili con pompe di calore ad alta efficienza. Il controllo della temperatura di mandata viene spesso realizzato con curve di compensazione esterna: il valore di mandata è modulato in funzione della temperatura esterna per minimizzare consumi ed evitare sovraccarichi. Nei sistemi a bassa inerzia o a risposta rapida è possibile avere strategie più dinamiche, ma nella maggior parte dei casi è necessario prevedere anticipazioni per compensare la risposta lenta del pavimento. Nel raffrescamento estivo, la differenza fondamentale è il rischio di condensazione. Per tale motivo la temperatura di mandata del circuito freddo deve essere mantenuta al di sopra del punto di rugiada delle superfici e dell’ aria ambiente; questo comporta il monitoraggio continuo dell’ umidità relativa e l’ integrazione con sistemi di deumidificazione o con VMC. Le strategie più avanzate prevedono un controllo anticondensa che interrompe la circolazione del fluido freddo
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