Esempi di schemi impiantistici per il corretto posizionamento dei dispositivi di trattamento tratti da TIs 1987 |
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Schema di funzionamento di un dosatore con sistema Venturi tratto da TIS 1988
qualità dell’ acqua come fluido termovettore quando non adeguatamente trattata. Il calcare, in particolare, si impone come uno dei principali fattori di inefficienza. Anche spessori ridotti di incrostazione sugli scambiatori sono sufficienti a compromettere lo scambio termico, con un conseguente aumento dei consumi e una riduzione della vita utile dei generatori. Questo porta a una progressiva diffusione di sistemi di trattamento più mirati, soprattutto nel settore residenziale. Parallelamente prende piede anche una maggiore attenzione alla qualità dell’ acqua potabile da parte degli utenti, cioè tutti noi. Si diffonde l’ idea di disporre di un’ acqua più“ controllata”, più gradevole
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al gusto e meno soggetta a problemi legati alla durezza o alla presenza di sostanze indesiderate. Cominciano dunque a trovare spazio i sistemi domestici di filtrazione. Nel complesso, si tratta di una fase di transizione in cui la consapevolezza cresce, ma non è ancora accompagnata da un approccio sistemico. Il trattamento dell’ acqua è considerato utile e man mano viene percepito come parte integrante del progetto impiantistico.
ANNI 2000: NORMATIVA, QUALITÀ E INTEGRAZIONE
Con l’ ingresso negli anni Duemila, il trattamento dell’ acqua compie un salto di qualità decisivo. L’ introduzione e il consolidamento
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alla qualità dell’ acqua distribuita dagli acquedotti, ma anche a quella effettivamente erogata all’ utente finale. Si sviluppa così il concetto di trattamento al punto d’ uso, con sistemi in grado di migliorare le caratteristiche organolettiche e di rimuovere eventuali contaminanti residui. In questa fase emerge con chiarezza il ruolo dell’ impianto interno all’ edificio come possibile fattore di alterazione della qualità dell’ acqua, aprendo la strada a una visione più completa e integrata del sistema idrico.
ANNI 2010: EFFICIENZA ENERGETICA E NUOVE CRITICITÀ
Il decennio successivo è caratterizzato da un’ accelerazione ulteriore, legata principalmente alle politiche di efficientamento energetico e alla diffusione di tecnologie sempre più sofisticate. Le caldaie a condensazione, le pompe di calore e i sistemi a bassa temperatura impongono condizioni operative molto più sfidanti rispetto al passato. In questi impianti, anche piccole variazioni della qualità dell’ acqua possono avere effetti significativi. La presenza di fanghi, ossidi o aria nei circuiti compromette le prestazioni e può causare guasti anche in tempi relativamente brevi. Di conseguenza, il trattamento dell’ acqua tecnica diventa un elemento imprescindibile, da prevedere fin dalla fase di progettazione e da mantenere nel tempo con controlli e manutenzioni adeguate. Contemporaneamente, cresce in modo deciso l’ attenzione agli aspetti sanitari dell’ acqua potabile. Il tema della legionella, in particolare, contribuisce a cambiare radicalmente
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dispositivi, ma riguarda l’ intero ciclo di vita dell’ acqua all’ interno dell’ impianto, dalla fase di riempimento fino alla gestione nel tempo. Nel caso dell’ acqua tecnica, questo si traduce in soluzioni integrate che combinano filtrazione, separazione dei contaminanti, trattamento chimico e monitoraggio continuo dei parametri. Le tecnologie digitali consentono oggi di controllare in modo preciso le condizioni operative e di intervenire tempestivamente in caso di anomalie, riducendo il rischio di guasti e migliorando l’ efficienza complessiva. Per quanto riguarda l’ acqua potabile, il focus si è ampliato ulteriormente, includendo non solo gli aspetti igienico-sanitari ma anche quelli legati al comfort e alla sostenibilità. La diffusione di sistemi di trattamento domestico e centralizzato consente di migliorare la qualità dell’ acqua erogata e, allo stesso tempo, di ridurre il consumo di acqua in bottiglia, con evidenti benefici ambientali. La normativa, sempre più articolata, richiede oggi un approccio consapevole e strutturato, in cui progettazione, installazione e manutenzione sono strettamente interconnesse. In questo scenario in continua evoluzione, il ruolo dell’ installatore termoidrosanitario si è trasformato profondamente. La gestione dell’ acqua non può più essere considerata un aspetto secondario, ma richiede competenze specifiche e aggiornamento continuo. L’ installatore è oggi chiamato a valutare le caratteristiche dell’ acqua, a scegliere i sistemi di trattamento più idonei e a garantire che vengano mantenute nel tempo le condizioni operative previste. |