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IL PASSAGGIO DALLE CALDAIE ALLE POMPE DI CALORE NON È SEMPRE FACILE DA SPIEGARE AL CLIENTE FINALE. È PARAGONABILE A QUELLO DAL TUBO CATODICO AI MODERNI TV. I PROGRAMMI( NEL NOSTRO CASO CLIMATIZZAZIONE E ACS) SONO GLI STESSI, CAMBIA IL MEZZO PER OTTENERLI. E QUESTO COMPORTA UNA TRASFORMAZIONE CULTURALE IMPORTANTE NEL BAGAGLIO DI CONOSCENZE CHE IL TECNICO DEVE POSSEDERE
Andrea Zelaschi
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“Io sono nato caldaista – sottolinea Michela Azzola- e per me la caldaia non ha quasi più segreti. Seguo anche le pompe di calore ormai da venticinque anni circa e quindi non posso non constatare che il circuito frigorifero è diverso dal bruciatore, ma sono sempre io a metterci su le mani; quindi, oggi devo essere in possesso di competenze sia da frigorista sia da caldaista”.
In sostanza la pompa di calore è una situazione più complessa per il tecnico?“ Diciamocela tutta, è chiaramente così: finché le pompe di calore erano on-off e quindi con un capillare era molto semplice, era semplice anche manutenerle. Oggi questi prodotti hanno inverter, valvole di espansione, elementi nuovi da controllare: il livello di complessità è molto cresciuto. E aggiungerei anche il fatto che le nuove tecnologie portano anche delle temperature più alte e un’ impostazione differente. Per la mia esperienza con 24 kW una caldaia normalmente soddisfaceva il fabbisogno termico di una piccola abitazione o un appartamento, ma se scegliamo di sostituirla con una pompa di calore da 6 kW l’ impianto si complica: devi avere degli accumuli di acqua calda e dei tempi più lunghi d’ attesa e delle logiche di funzionamento che non sono quelle precedenti”.
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Una crescita resa necessaria dall’ evoluzione, insomma“ Esattamente, tant’ è vero che, mentre un tempo era sufficiente guardare due parametri per trarre conclusioni sul funzionamento, oggi ci si deve approcciare in modo più flessibile e mettendo in gioco quel che l’ elettronica può fare proprio in termini di opzioni disponibili”.
Vede una specie di cambio generazionale?“ Nel prodotto e nella maniera di affrontarlo. È palese questo se guardiamo anche al fatto che i tecnici più giovani sono maggiormente predisposti all’ adozione di questi sistemi, perché sono nativi digitali, hanno una consuetudine anche come fruitori non professionali con l’ e- lettronica e questo li facilita nell’ approccio e nell’ utilizzo di questi strumenti”.
Tuttavia ci risulta che i produttori che dotano i prodotti di strumenti elettronici supportano questa crescita con la formazione“ L’ attenzione c’ è ed è anche piuttosto spinta: le aziende che seguo sono abbastanza
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sensibili a questo e organizzano corsi fin dal momento del lancio del nuovo prodotto. I centri assistenza vengono coinvolti in modo massiccio, anzi, direi addirittura obbligatorio, e quindi c’ è tutta una serie di attività di aggiornamento che è buona cosa seguire, perché sicuramente si può fare la differenza”.
Nell’ applicazione del prodotto sul campo?“ Non solo: anche nel rapporto col cliente: la formazione ha un valore estremamente importante anche sotto il profilo professionale e imprenditoriale, non solo tecnico. Se non si ha preparazione, si comincia a brancolare nel buio e il cliente che pure non è un tecnico se ne accorge”.
Ma oggi la sfida è ancora più delicata: usare il propano non più per la combustione, ma nel ciclo frigorifero!“ Bisogna prestare molta attenzione perché l’ R290 lo utilizziamo da sempre molto serenamente come combustibile nelle caldaie mentre nella pompa
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SHIFT ENERGETICO
Dal gas all’ elettricità |
La transizione dall’ utilizzo di una tecnologia consolidata come le caldaie a quella della pompa di calore non è sempre una strada agevole e in discesa. Analizziamo questa transizione con Michele Azzola, titolare di Mile Condizionamento |
e Riscaldamento, tecnico con un’ esperienza di oltre trentacinque anni, che ci descrive le complessità affrontate in questo shift dalla caldaia tradizionale alla pompa di calore moderna.“ Il risultato è esattamente lo stesso: scaldi l’ acqua e |
scaldi una casa, ma il modo di funzionare è completamente diverso e le competenze in gioco sono ovviamente diverse. In un caso si sta bruciando combustibile, nel secondo si sta lavorando sullo scambio termico e vi sono pro e contro in entrambe le situazioni”. |