Il Corriere Termo Idro Sanitario Gennaio 2026 | Page 18

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ne dell’ aria indica il trasporto e la ripartizione dell’ aria attraverso i canali e le bocchette, cioè come l’ aria viene portata nei vari ambienti; è un concetto legato alla rete di canalizzazione e alla portata. La diffusione dell’ aria riguarda il modo in cui l’ aria si mescola e si propaga all’ interno di un locale, dopo essere uscita dalle bocchette o diffusori. È un concetto legato al comfort, alla velocità, alla direzione e alla temperatura dell’ aria in ambiente. In un locale, immissione ed estrazione aria equilibrate contribuiscono a mantenere temperature uniformi in tutto l’ ambiente, riducendo il rischio di correnti d’ aria o zone fredde o eccessivamente calde, migliorando il comfort generale degli occupanti. La diffusione uniforme favorisce il ricambio d’ aria, diluendo gli inquinanti e migliorando l’ IAQ, e riduce la necessità di lavoro extra da parte del sistema HVAC( maggiore efficienza energetica). Da tutto questo, risulta evidente come la scelta dei punti di diffusione( soffitto, parete, pavimento) sia determinante. La tipologia di diffusori è vastissima; solo a titolo esemplificativo: circolari, quadrati, lineari, swirl ed elicoidali, swirl quadrati, a ugelli, a geometria variabile ecc. Anche le griglie di ripresa vanno attentamente posizionate, la prima regola è mai troppo vicine ai diffusori di mandata. L’ altezza di installazione dei diffusori influisce notevolmente sulla distribuzione dell’ aria. In ambienti con soffitti alti, è consigliabile posizionare diffusori a soffitto in modo che l’ aria circoli correttamente senza stagnare. In presenza di soffitti bassi, i diffusori devono essere posizionati in modo tale da non indirizzare il flusso d’ aria sulle persone, creando correnti sgradevoli. Se si utilizzano diffusori a flusso regolabile e orientabile si possono effettuare correzioni, ad esempio in caso di modifica della disposizione di mobili o scrivanie. Il calcolo del flusso d’ aria è compito del progettista che deve tener conto di diversi fattori tra cui il carico termico. Ovviamente canali e diffusori devono essere dimensionati in base al volume d’ aria richiesto e alla velocità di progetto dell’ aria. Una volta realizzato l’ impianto di distribuzione, è importante effettuare test per valutare l’ efficacia della diffusione dell’ aria negli ambienti. Alcuni metodi includono il monitoraggio della pressione statica nei condotti, parametro che può fornire indicazioni sulle prestazioni del sistema e identificare eventuali aree problematiche. L’ utilizzo di anemometri per misurare la velocità e quindi il volume dell’ aria consente di determinare se il flusso d’ aria soddisfa le specifiche progettuali. La valutazione“ visiva” del flusso d’ aria può essere effettuata tramite generazione di fumo o nebbia non tossici che evidenziano il movimento dell’ aria, oppure si possono fissare piccoli nastri leggeri o filamenti vicino alle bocchette( metodo di basso costo), o ancora con una termocamera si possono osservare differenze di temperatura tra aria immessa e aria ambiente. Software di fluidodinamica, in fase di progettazione, simulano il flusso dell’ aria con modelli digitali ottenendo una mappa di

La norma UNI EN 16798-1:2019 / NA: 2025

Questa norma riguarda la prestazione energetica degli edifici e, nello specifico, i parametri di input per la progettazione e valutazione del benessere termoigrometrico, qualità dell’ aria interna, illuminazione e acustica negli ambienti interni. Si tratta della versione italiana con Appendice Nazionale( NA) aggiornata al 2025 e si applica agli edifici residenziali e non residenziali( uffici, scuole, ospedali ecc.). Prende in considerazione categorie di qualità dell’ ambiente interno( IAQ): da I( alta qualità) a IV( bassa qualità), con valori di riferimento per:-temperatura operativa in inverno ed estate;-umidità relativa;-velocità dell’ aria.-portate di ventilazione: valori minimi per garantire la qualità dell’ aria interna in base all’ occupazione e alle sorgenti di inquinanti;-illuminazione e acustica: requisiti di comfort visivo e sonoro;
-parametri per calcolo energetico: dati di input per software di simulazione e certificazione. L’ Appendice Nazionale( NA: 2025) adatta i valori europei alle condizioni climatiche italiane. In buona sostanza specifica:-temperature di progetto per zone climatiche italiane;-portate di aria esterna per diverse destinazioni d’ uso;-limiti per edifici ad alta efficienza( NZEB). velocità e direzione. Prima di posizionare i diffusori, occorre che in fase di progettazione vengano analizzate le dimensioni dell’ ambiente e il numero di occupanti, tenendo conto che nel tempo questi potrebbero variare. Inoltre, diverse attività generano diversi livelli di carico termico e conseguente richieste di ventilazione. Per esempio, cucine e aree di produzione possono richiedere flussi d’ aria più elevati rispetto a un ufficio o a un soggiorno. Le buone pratiche indicano di posizionare i diffusori in modo da creare un flusso d’ aria omogeneo in tutto l’ ambiente, evitando aree di stagnazione dove l’ aria( e gli inquinanti) potrebbe accumularsi. I diffusori generalmente sono a soffitto o a parete, comunque ad altezza appropriata per favorire la circolazione dell’ a- ria. Vanno identificate le aree di maggiore attività e presenza di persone, come sale riunioni e uffici, e si deve progettare e installare il sistema di diffusione in modo da garantire che siano ben ventilate.
QUANTA ARIA La diffusione dell’ aria è il processo attraverso il quale l’ aria stessa trattata dall’ impianto viene immessa e ripresa negli ambienti. Non si tratta solo di“ portare aria dentro”: la modalità con cui il flusso si distribuisce influenza direttamente il comfort termoigrometrico, la qualità percepita e persino la silenziosità dell’ impianto. Un’ installazione corretta deve garantire:-uniformità di temperatura e umidità in tutto il locale;-assenza di correnti fastidiose sulle persone;-riduzione della stratificazione termica( aria calda in alto, fredda in basso);-rumorosità contenuta, rispettando i limiti normativi. Il comfort dipende da tre fattori principali. In primo luogo la velocità dell’ aria: se è troppo alta provoca correnti fastidiose e rumore; se è troppo bassa la miscelazione è scarsa e si creano zone morte. Per la zona occupata la velocità consigliabile può essere di 0,10 – 0,20 m / s e di 2 – 4 m / s quella di immissione( o anche meno con particolari diffusori). Anche la differenza di temperatura dell’ a- ria gioca un ruolo importante ai fini del comfort. In raffrescamento il ΔT dovrebbe essere inferiore a 6- 8 ° C e in riscaldamento 10- 15 ° C. Questi valori possono variare a seconda delle specifiche progettuali e normative, pertanto è sempre consigliabile consultare le linee guida dedicate per l’ applicazione in questione.
Diffusori a flusso regolabile I diffusori a flusso regolabile permettono di personalizzare la diffusione dell’ aria in base alle esigenze specifiche degli ambienti. In pratica consentono di modificare il flusso d’ aria in risposta ai cambiamenti nelle condizioni ambientali o al numero di occupanti. Un vantaggio importante
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