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INTERVISTE
INSTALLATORI E INNOVAZIONE
I tempi dell ’ innovazione sono quelli del mercato
IN DIVERSE OCCASIONI IN CUI SI PARLA DI INNOVAZIONE ( AD ESEMPIO , IN CONVEGNI , TAVOLE ROTONDE ECC .) EMERGE CHE INSTALLATORI , E ANCHE PROGETTISTI , NON SEMPRE SONO PROPOSITIVI NEI CONFRONTI DI NUOVE SOLUZIONI TECNOLOGICHE . PER VERIFICARE SE È VERO ABBIAMO COMINCIATO A PARLARNE PROPRIO CON DUE QUALIFICATI INSTALLATORI
Dalla Redazione
TECNOLOGIE E MERCATO
Nuove tecnologie e mercato
Si fa presto a dire che i professionisti del settore impiantistico non sempre sono solleciti a promuovere e adottare soluzioni tecniche innovative . A parte che non è vero in assoluto , ma anche quando sono restii non mancano buone ragioni . C ’ è infatti da tener conto che le dinamiche di mercato non sono così lineari e semplici da poter attribuire a chi mette in campo impianti la responsabilità per la “ mancata adozione ” su larga scala di tecnologie e tecniche moderne o innovative . Anche perché l ’ installatore , l ’ impiantista deve fare i conti con due importanti fattori : uno lo riguarda direttamente , cioè la sua dimensione il più delle volte artigianale ; l ’ altro , ha a che fare con il cliente che si trova di fronte , cioè la lentezza da parte della domanda a recepire l ’ innovazione ( e a pagarla ). Si può aggiungere il fattore tempo , tempo per la formazione , tempo per le pratiche burocratiche sempre più complesse .
Andrea Zazza , titolare di AZ Clima
Andrea Zazza , titolare di AZ Clima , opera in un contesto come quello della capitale e su impianti di differente taglia , ma la sua esperienza e quello che vede realizzato dai colleghi lo porta a fare un ’ affermazione importante . “ Chi lavora nel nostro settore ha una risorsa scarsissima , forse la più esigua di tutte : il tempo . Questo non è un alibi , ma sicuramente una causa determinante forte per raggiungere livelli di conoscenza e competenza adeguati su quanto di nuovo propone il mercato . E il tempo è poco , non tanto e solo per il lavoro svolto sul campo , ma anche a causa di una serie di attività “ non caratteristiche ” come il carico di adempimenti normativi e burocratici a cui – peraltro – non corrisponde un valore ”.
E perché questo succede ? “ La mancanza di controlli porta ad avere una situazione davvero contorta : chi lavora a norma spende tempo per svolgere operazioni ai sensi di legge con un aggravio di ore impiegate che chi trasgredisce coscientemente o per ignoranza non ha e quindi per lo stesso incarico chi si comporta secondo norma lavora di più di chi lavora senza curarsene ”.
E questo sottrae tempo all ’ aggiornamento ? “ Sottrae tempo importante , sottrae energie e risorse . Oggi il lavoro c ’ è , sicuramente non manca , ma la rincorsa al lavoro disponibile soprattutto in condizioni di “ concorrenza sleale ” come quella che abbiamo appena descritto finisce per penalizzare l ’ attività di acquisizione di novità e di competenze per la loro adozione qualificata . “ Per essere aggiornati , non bastano le fiere e non bastano le informazioni dei cataloghi , servirebbe tempo per la formazione e l ’ informazione , perché la tecnologia di cui parliamo oggi non è plug-in , non produce esiti immediati di beneficio dalla semplice installazione , ma richiede sia una progettazione adeguata , cioè una scelta in stretta correlazione con i bisogni dell ’ utente , sia una gestione che va “ imparata ” e poi effettuata sul campo . E il suo valore non è semplice da spiegare al committente , perché il soggetto forse più resistente o quantomeno più insensibile all ’ innovazione è il cliente finale ”.
Possiamo citare un esempio ? “ Quello forse più chiaro è la ventilazione meccanica controllata : impossibile negarne il valore , si tratta di un meccanismo che viene incontro a una delle affermazioni più diffuse nel mondo scientifico e cioè che l ’ a- ria indoor va gestita e la sua qualità deve essere nella misura del possibile migliore di quella dell ’ aria esterna , ma è davvero impegnativo convincere un cliente privato a ragionare come in fin dei conti impone di fare un impianto VMC . “ Il ricambio d ’ aria è un ’ operazione che la VMC delega all ’ impianto , ma la cultura della casalinga è quella per cui il ricambio d ’ a- ria si fa aprendo le finestre ! Si deve avere la fortuna – e sottolineo la fortuna – di incontrare un cliente molto preparato per riuscire a costruire un appartamento che sfrutti al meglio le potenzialità di un impianto di VMC , come la riduzione delle polveri sottili in ingresso , la possibilità di gestire in modo più economico le temperature , la regolazione del tasso di umidità e il conseguente benessere generabile ”.
Quindi è la domanda a frenare l ’ adozione dell ’ innovazione ! “ Uso un ’ espressione un po ’ forte : è l ’ ignoranza della domanda , la mancata conoscenza del valore che potremmo apportare introducendo sistemi e criteri che forse oggi non è più nemmeno il caso di chiamare innovativi dal punto di vista tecnico , ma sicuramente sono nuovi in termini di adozione ”.
Rimedi a questo ? “ Campagne di informazione presso la popolazione , ma queste non devono essere effettuate come promozione di prodotti appunto “ innovativi ”, quanto piuttosto istituzionalmente , come forme di cultura importanti per dare alla climatizzazione il ruolo che le spetta , quello di apportare benessere complessivo e salute . Ci scontriamo ancora una volta con un fatto , il cliente vede nel climatizzatore e nella climatizzazione ancora uno strumento , la regolazione della temperatura , che nella sostanza è di gran lunga superato ”.
Ma questa “ crescita di sensibilità ” è un incarico difficile da praticare da parte degli operatori commerciali … “ Dovrebbe essere un compito delle istituzioni , che dovrebbero non solo legiferare , ma anche creare attenzione , incentivare , controllare e sanzionare chi non rispetta le regole . Ma la disciplina in materia è ancora ferma alle dichiarazioni di principio ed è difficile , se non impossibile per un installatore , normalmente artigiano individuale o con una piccola azienda di collaboratori che raramente supera la decina di dipendenti , riuscire a imporre indicazioni in questo senso a costruttori edili o clienti ”.
Ma la moderna edilizia non dovrebbe già essere impostata tutta in questa direzione ? “ Quella che riguarda strutture come centri direzionali , attività commerciali , nuove costruzioni si orienta in questo modo , ma si tratta di quote residuali del patrimonio immobiliare : la riqualificazione sotto il profilo del comfort soprattutto domestico è ferma al climatizzatore split e penso che sinceramente questo non possa essere considerato colpa degli installatori ”.
Non si discosta di molto il parere sull ’ argomento di Fabrizio Rossi , RC Refrigerazione , che pone però l ’ accento su altri quattro fattori : la quantità di innovazione disponibile , la sua natura “ ambientale ”, la necessità di gestirla in sicurezza e la dimensione delle aziende che sono tenute a gestirla . “ Di innovazione proposta ce n ’ è davvero moltissima , ogni produttore tende a identificare il proprio prodotto attraverso caratteristiche tecniche che spesso sono sfumature , ma richiedono conoscenza non solo dell ’ aspetto innovativo , ma soprattutto capacità di metterlo a beneficio dell ’ utente : un aspetto che richiede formazione , quindi ancora una volta tempo , perché è una formazione non teorica , ma pratica e quindi anche una capacità di mettere in correlazione il plus tecnico con un ’ esigenza che non sempre il cliente stesso ha chiara ”.
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