Il Corriere Termo Idro Sanitario Gen/Feb 2025 | Page 17

LEGIONELLA Purtroppo non si può parlare di acqua e trascurare il tema Legionella . Il decreto 18 modifica il concetto di acqua potabile in acqua salubre . Il valore di parametro della Legionella è inferiore a 1000 unità formanti colonia ( UFC / l ). “ Questo valore di parametro – si legge nelle note – è definito ai fini degli articoli 9 e 14 . Le azioni previste da tali articoli potrebbero essere prese in considerazione anche al di sotto del valore di parametro , in particolare in caso di infezioni e focolai . In questi casi va confermata la fonte dell ’ infezione e identificata la specie di Legionella ”. Infatti , è bene ricordare che si parla di “ Legionelle ”, batteri presenti un po ’ ovunque in particolare in ambienti acquatici naturali e artificiali quali falde acquifere , sorgive , termali , fiumi , laghi , fanghi ecc . Le reti di distribuzione sono il mezzo attraverso il quale il batterio può colonizzare gli impianti idrosanitari e aeraulici e venire contratto dall ’ organismo umano sotto forma di aerosol . Come detto prima , se la presenza di Legionella Pneumophila supera le 1.000 UFC / l e / o i limiti previsti dal Documento di Valutazione del rischio Legionella della struttura in esame ( DVRL ), occorre mettere in atto interventi prevenzione tra i quali la bonifica chimica . Gli interventi sono stabiliti in funzione delle caratteristiche dell ’ impianto e dell ’ edificio in esame ( da ricordare che esistono Linee guida nazionali per la prevenzione della Legionellosi ). Esempi di interventi sono : iperclorazione shock , vale a dire immissione di ipoclorito di sodio nelle reti sanitarie fino ad ottenere concentrazioni di cloro residuo libero di 20 e / o 50 mg / litro con tempo di contatto rispettivamente di 2 / 1 ore in tutti i rami dell ’ impianto e in tutti i punti terminali ; iperclorazione continua , immissione costante di cloro fino ad ottenere concentrazioni in continuo di cloro libero tra 1 e 3 mg / litro tramite sistemi di dosaggio proporzionale a lettura diretta . È appena il caso di ricordare che durante le suddette operazioni non si può utilizzare l ’ acqua sanitaria perché la concentrazione di cloro non è compatibile con gli attuali standard sull ’ acqua potabile e di salubrità richiesta dal decreto legge 18 febbraio 2023 . Altri interventi anti Legionella prevedono l ’ utilizzo di biossido di cloro , raggi UV , perossido di idrogeno , ozono ecc . Infine , un ’ altra pratica consiste nel cosiddetto shock termico . La Legionella muore subito a 70 ° C , in due minuti a 66 ° C e in poco più di mezz ’ ora a 60 ° C . Quindi si tratta di portare tutto l ’ impianto e i suoi componenti a questi valori di temperatura e per il tempo necessario . E questo tuttavia può essere un punto di incertezza ( se non si raggiunge la corretta temperatura ovunque c ’ è sempre il rischio che da qualche parte le colonie batteriche sopravvivano e si moltiplichino ), mentre il vantaggio di tale metodo è che non richiede l ’ utilizzo di sostanze chimiche e attrezzature particolari
CONTROLLI E MONITORAGGI Nel decreto 18 se ne parla all ’ articolo 7 , in particolare nell ’ allegato II vi è la Parte A “ Obbiettivi generali e requisiti dei programmi di controllo per le acque destinate al consumo umano ”. I programmi di controllo rispondono ai seguenti requisiti : 1 . vengono elaborati su base pluriennale , o almeno annuale , e sono riesaminati regolarmente e aggiornati o confermati almeno ogni sei anni ; 2 . possono essere modificati o integrati sia per periodi transienti che per l ’ intera durata della programmazione in ragione di esigenze sito-specifiche , in particolar modo correlate a cambiamenti degli scenari di rischi ambientali , climatici e sanitari . 3 . I programmi di controllo includono una delle seguenti misure o una loro combinazione : a ) raccolta e analisi di campioni discreti delle acque ; b ) misurazioni registrate attraverso un processo di monitoraggio continuo ; c ) verifica delle registrazioni inerenti la funzionalità e lo stato di manutenzione delle attrezzature ; d ) ispezioni dell ’ area di prelievo delle acque , del trattamento , dello stoccaggio e delle infrastrutture di distribuzione , fatte salve le prescrizioni in materia di controllo di cui all ’ articolo 7 , comma 3 , lettera c ), e all ’ articolo 9 , comma 1 . 4 . I programmi di controllo riguardano : a ) i punti di prelievo delle acque superficiali e / o sotterranee da destinare al consumo umano ; b ) gli impianti di adduzione , di accumulo , di trattamento ; c ) le reti di distribuzione del gestore idro-potabile ; d ) le reti di distribuzione interna ; e ) gli impianti di confezionamento di acqua in bottiglia o in contenitori ; f ) le acque confezionate ; g ) le acque utilizzate nelle imprese alimentari ai sensi dell ’ articolo 2 , comma 1 , lettera a , punto 2 ); h ) le acque fornite mediante cisterna , fissa e mobile e , ove necessario , l ’ idoneità delle strutture e del mezzo di trasporto ; i ) ogni altra circostanza rilevante per la qualità delle acque destinate al consumo umano ; j ) l ’ efficacia della disinfezione , ove applicata , accertando che la contaminazione da presenza di sottoprodotti di disinfezione sia mantenuta al livello più basso possibile senza compromettere la disinfezione stessa ; k ) la qualità dei materiali e dei remaf ( reagenti chimici e materiali filtranti ) e le condizioni di conservazione e impiego di questi .
L ’ ACQUA NEI CENTRI BENESSERE
I centri benessere hanno registrato una grandissima diffusione e si trovano in molteplici strutture quali alberghi , centri sportivi e termali , nonché in strutture interamente dedicate al wellness . In questi luoghi l ’ acqua è l ’ elemento più utilizzato dagli utenti e come abbiamo visto può essere essa stessa veicolo di contaminanti . Piscine , minipiscine , vasche idromassaggio , percorsi caldo-freddo , docce ecc . sono potenzialmente luoghi critici per la densità di frequentazione e non solo per questo . I gestori di questi centri sono costantemente impegnati nel pulire e disinfettare adeguatamente le superfici e sono responsabili della salute degli utenti che li frequentano . È bene non improvvisare interventi in tale settore ma rivolgersi a strutture specializzate in grado di effettuare analisi e interventi mirati , nonché periodici e regolari azioni di sanificazione . E con un occhio anche nei confronti dei costi : è evidente che avere a che fare quotidianamente con tonnellate di acqua da riscaldare richiede grandi quantitativi di energia . Ma è anche un ’ opportunità di mettere in campo soluzioni di recupero di calore che possono opportunamente mitigare i costi energetici , anche se la priorità è sempre la sicurezza .
Prima di passare al tema del trattamento dell ’ acqua per usi tecnologici è bene ricordare che quanto finora esposto è solo una parte del grande comparto dell ’ acqua per consumo umano ( basti pensare alla “ corposità ” del citato decreto 18 ) . L ’ obiettivo di questo articolo è principalmente quello di richiamare l ’ attenzione su aspetti dell ’ attività quotidiana ( gli impianti idrici di adduzione ) che richiedono particolare attenzione per salvaguardare la salute degli utenti .
Le caratteristiche dell ’ acqua dipendono da quelle del territorio e in particolare occorre tenere d ’ occhio il contenuto di calcio e magnesio
17