ratura vogliamo avere in quell ’ ambiente . Il termotecnico è quindi il primo soggetto ( prima ancora del caldaista o dell ’ installatore ) che presiede questo lavoro , perché definisce il fabbisogno termico del locale e ne struttura la soddisfazione considerando – se possibile – anche le inerzie termiche che derivano da due fattori , quello dell ’ esposizione a fonti di calore naturale e quello della contiguità con fonti di calore di produzione umana ( per esempio la cucina in un ambiente domestico o la prossimità a locali con temperature vincolate , fredde o calde che siano ). Data la definizione del fabbisogno subentra quella del dimensionamento dell ’ elemento o degli elementi da servire con il lavoro di caldaia o pompa di calore e della pompa di circolazione : questo è un secondo elemento chiave , perché le dimensioni del termosifone o del fan coil sono altrettanto determinanti per stabilire il lavoro ( e cioè i consumi ) che sarà necessario che l ’ impianto svolga .
Un corretto bilanciamento richiede la conoscenza dei diversi comportamenti del fluido termovettore ( acqua o più raramente glicole ) nelle diverse metodologie di erogazione dell ’ energia termica
Progettare bene è meglio che correggere L ’ affermazione che facciamo , per quanto possa sembrare retorica , è determinante : qualsiasi correzione effettuata su un impianto esistente avrà sicuramente la capacità di migliorare eventuali errori iniziali di bilanciamento e contribuirà a ridurre i disagi e gli sprechi , ma difficilmente otterrà il migliore rapporto fra benefici e consumi , perché dovrà affrontare una condizione di partenza che non è stata definita tenendo conto delle variabili che abbiamo elencato ( fabbisogno termico specifico , fonti esterne di apporto termico , dimensione degli elementi di riscaldamento e raffrescamento ). Oggi è vero che abbiamo a che fare con strumentazioni sempre più sofisticate e capaci di interventi fini di ottimizzazione , ma la questione è chiara a qualsiasi professionista , termotecnico , caldaista o installatore che sia : difficile cambiare un impianto che è così vincolato dagli aspetti edilizi e strutturali come quello che stiamo descrivendo . Che cosa si può fare ? In sede di progettazione e di realizzazione esistono accorgimenti validi per migliorare la capacità di un impianto di servire correttamente tutti gli ambienti : valvole termostatiche e sistemi di sensoristica sono utili , soprattutto a regolare la performance in ragione delle esigenze , ma questo lavora sul lato del risultato , meno sul lato del contenimento dei consumi , che invece richiede ragionamenti a monte : ridurre la lunghezza del ramo che porta dal circuito all ’ elemento di diffusione è un fattore importante , perché permette di tenere in circolo il fluido vettore alla temperatura richiesta e contenere i tempi necessari a portare l ’ elemento a fornire le calorie o frigorie richieste .
Le dimensioni contano ( ma non solo quelle ) Un problema fondamentale nell ’ epoca dei sistemi a inverter è quello dimensionale : per intenderci questo non riguarda solo la sorgente di calore o di fresco o quella dei diffusori , ma anche fattori di primaria importanza come la dimensione della pompa di circolazione e quella dei tubi ( e del disegno d ’ impianto ). Una pompa di circolazione che sia funzionale al lavoro di tutti gli elementi che dipendono dall ’ impianto , sezioni pensate per una circolazione “ efficiente ”, valvole di deviazione e rubinetti di intercettazione che consentano di lavorare in maniera adeguata sui singoli ambienti per ottenere eventuali correttivi in corso d ’ opera sono sicuramente fattori determinanti di una migliore performance e di una maggiore efficienza . Ma ancora di più contano i dispositivi di bilanciamento che vengono offerti dall ’ industria ai tecnici con la possibilità di intervenire a personalizzare il lavoro dell ’ impianto : valvole di bilanciamento , sistemi di governo elettronici , regolatori di pressione differenziale , collettori multizona di distribuzione permettono di correggere squilibri , soprattutto in condizioni di impianto soggetto a bilanciamento dinamico , in ragione di un fabbisogno termico non sempre costante o standardizzabile degli ambienti serviti . Questo set di opzioni è sicuramente di aiuto a tutti i soggetti tecnici che partecipano in modi diversi a ottenere un impianto che funzioni al meglio sia sotto il profilo delle prestazioni , sia sotto quello dei consumi , ma richiedono una conoscenza che va al di là del lavoro dei singoli e lo integra in una dimensione più efficiente e complessa allo stesso tempo .
Formazione , software e intelligenza L ’ industria della termoidraulica ha fatto passi avanti non solo sul fronte del prodotto , ma anche su quello del suo utilizzo : i produttori si sono da tempo resi conto della necessità di offrire prodotti e congiuntamente anche creare la competenza per il loro uso appropriato ed efficace . Per questo è sempre più frequente trovare a disposizione servizi di formazione , assistenza all ’ installatore in formato FAQ , supporto tecnico con chat aziendali e software di simulazione e di selezione sempre più precisi che permettono inserendo i corretti dati di fabbisogno e di progetto di acquisire indicazioni utili ad ottenere un impianto bilanciato . Questo permette anche di individuare modalità di correzione , anche se queste – come si può immaginare – sono spesso fonte di interventi non semplicemente di regolazione e bilanciamento sulla sorgente o sui diffusori , ma anche sull ’ impianto stesso , ma rende necessario dedicare tempo ed energie alla conoscenza delle soluzioni disponibili e delle metodologie per ottenere una adeguata soddisfazione delle richieste termiche degli ambienti . L ’ intelligenza artificiale potrà aiutare ? Non è dato dire in quale misura lo potrà fare , ma di una cosa possiamo essere certi : nessun software o nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituire la capacità di un progettista e di un installatore di dialogare con il committente per definire le condizioni di comfort che questo desidera e individuare in rapporto a budget di investimento iniziale e costo atteso di esercizio la soluzione corretta sotto il profilo tecnico .
UN FLUSSO “ EQUO ”
Terminali di impianti
BEN SERVITI
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Siamo nell ’ epoca del comfort e del risparmio energetico e quindi un sistema di riscaldamento o raffrescamento idronico che non crea le condizioni ideali ( di temperatura e di consumi ) in tutti gli ambienti serviti dall ’ impianto è un problema serio , per l ’ utente “ puntuale ” ( cioè per chi si trova in uno spazio mal |
riscaldato o mal raffrescato ) e per chi paga il conto di questa cattiva gestione . Che cosa si può fare ? Cerchiamo di capirlo partendo dalla definizione . Il bilanciamento dell ’ impianto di riscaldamento , noto anche come bilanciamento idraulico , è il processo di |
regolazione dell ’ impianto di riscaldamento centralizzato per garantire che il flusso termico sia equamente distribuito tra tutti i radiatori o le zone di riscaldamento a pavimento . Senza un corretto bilanciamento , alcuni ambienti possono risultare troppo caldi o troppo freddi , causando disagio e sprechi energetici . |
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