Il Corriere Termo Idro Sanitario Aprile 2025 | Seite 33

consumi energetici, ma peggioriamo le condizioni di salute”.
Che cosa comporta questa premessa?“ Che tutto, dalla scelta della tipologia di filtri, al controllo della temperatura, dell’ u- midità, della CO2, al periodo stagionale( es. durante le ondate delle epidemie influenzali) deve entrare veramente a fare parte di questo grande pacchetto di conoscenza che tutte queste figure coinvolte devono iniziare a possedere e tenere in considerazione: quello del ricambio d’ aria in uno spazio indoor non è più un problema che riguarda solamente l’ installatore, perché- quando si sceglie il sistema di ventilazione meccanica – dobbiamo aver chiaro quale ruolo riveste, quali sono i vantaggi, quali sono le performance e far comprendere che per far funzionare nel modo corretto questi impianti c’ è la necessità anche di una corretta attenzione ai piani di manutenzione e alla pulizia”.
Tutto questo in nome di un principio base …“ Un principio alla base di qualsiasi manufatto edilizio: la ventilazione naturale e meccanica deve far parte di una strategia organica di corretta gestione degli edifici. La scelta di una tipologia di ventilazione in sede di progetto non è la garanzia dell’ Indoor Air Quality, serve un approccio che gestisca la vita dell’ impianto in rapporto alle condizioni di utilizzo degli spazi serviti, sia per quel che riguarda i volumi di ricambio, l’ efficienza nella distribuzione dei flussi, la temperatura, l’ u- midità relativa, la filtrazione, sia per quanto riguarda l’ igiene dell’ impianto”.
E finalmente la normativa europea se ne prende carico, giusto?“ La IAQ e la IEQ( Indoor Environment Quality) vengono richiamate molto spesso nei diversi articolati proprio della Direttiva comunitaria. E c’ è un altro messaggio importante, che si riferisce alle attività di monitoraggio di alcuni indicatori della qualità dell’ aria: questi possono essere sicuramente utili per far comprendere la necessità di conoscere in tempo reale alcune
caratteristiche dei nostri edifici in termini di temperatura, umidità relativa, CO2, composti organici volatili( VOC), tutti indicatori che, se correttamente utilizzati, possono aiutare a creare questa cultura della prevenzione”.
Quindi non solo impianto, ma anche monitoraggio“ Nelle situazioni a frequentazione più promiscua o con un numero maggiore di“ utenti dello spazio” come uffici o centri commerciali è una leva fondamentale, perché stiamo parlando di un problema che riguarda anche la salute delle persone sui luoghi di lavoro. Ma indipendentemente dal campo applicativo, il monitoraggio è uno strumento che deve essere sempre presente nella quotidianità di chi progetta, installa, costruisce o gestisce i nostri i nostri ambienti indoor: gli ambienti si costruiscono per far star bene le persone. Questo non lo dobbiamo mai dimenticare”.
Questo è un punto risolvibile per gli edifici di nuova costruzione, ma molto complesso per le riqualificazioni …“ È proprio su questo punto che abbiamo questa grandissima sfida: chi costruisce edifici nuovi ha un compito semplificato
dalla possibilità di concepire le regole di comfort e di prevenzione primaria della salute prima di cominciare a costruire, ma chi effettua riqualificazioni e deve gestire la componente qualità dell’ aria ha una vita più complessa. La maggior parte degli edifici residenziali in Italia è stata costruita in un’ epoca in cui questi parametri culturali non erano presenti nelle regole della progettazione e della realizzazione e fare interventi sul costruito esistente è molto, molto complesso”.
Questo anche in ragione della modalità di costruzione e di dislocazione degli spazi?“ Naturalmente: pensiamo a situazioni di metri quadri a disposizione che sono diminuiti, con bagni ciechi o angoli cottura, con esiti importanti sulla qualità dell’ aria. Ancora una volta emerge chiaramente che l’ impianto non è un elemento“ isolato” o peggio ancora una garanzia della qualità dell’ aria“ di per sé”, ma è una componente di una serie di elementi che caratterizzano il manufatto edilizio e che debbono essere considerati nel loro insieme”.
Vale per il residenziale ma anche per gli ambienti di lavoro o di servizio?
“ Il mondo in particolare del lavoro in ufficio sta cambiando e stanno cambiando le logiche di utilizzo degli spazi, grazie alla crescita dello smart working, ma sta cambiando anche la forma e i layout di questi spazi, perché integrano aree destinate alle attività lavorative con ambienti destinati alla socializzazione e svago del personale e quindi anche qui è fondamentale sia in ambito di progetto, sia in ambito costruttivo e manutentivo, riuscire a cogliere il prima possibile e anticipare le problematiche legate alla qualità dell’ aria indoor”.
A cinque anni dall’ esplosione della pandemia Covid abbiamo imparato qualcosa?“ Abbiamo imparato, sì, ma non tutto quello che avremmo potuto: una cosa certa è che le materie scientifiche sull’ argomento hanno fatto oltre che passi in avanti anche un ingresso sostanziale in aree applicative, ma l’ approccio integrato è ancora un traguardo lontano, perché non abbiamo ancora una situazione in cui c’ è una considerazione adeguata di competenze specifiche all’ interno del percorso progettuale, costruttivo e di valutazione del rischio, ma prevale una logica di realizzazione efficiente, in cui la qualità dell’ aria e la qualità dell’ ambiente non hanno talvolta il peso adeguato. È un cammino lungo, ma forse l’ abbiamo iniziato”.
Che cosa manca?“ Manca spesso l’ interlocutore al tavolo: chi si occupa di aria indoor non è“ convocato” nel momento in cui si progetta o si riqualifica uno spazio di lavoro o un ambiente di degenza, con il risultato che scelte tecniche di ventilazione, di ricambio, di filtrazione, vengono effettuate prescindendo da questi criteri. Maggiore cultura da parte dei tecnici, anche in ambiti piccoli come quelli del residenziale, può apportare maggiore qualità dell’ aria, maggiore salubrità, maggiore produttività in ambiente indoor e di conseguenza maggior valore tanto alla realizzazione impiantistica, all’ efficienza energetica, quanto alla sostenibilità dell’ e- dificio nel suo insieme”.
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