IL BRIGANTE ED IL GENTILUOMO Il brigante e il gentiluomo II | Page 20
Gualtiero fremeva, aveva una faccia sconvolta e si guar-
dava alle spalle come se l’avesse inseguito un fantasma.
─ Vogliono che ve ne andiate ─ soggiunse.
─ Come sarebbe a dire?
─ Signore vi hanno esiliato, verranno oggi pomeriggio
a comunicarvi ufficialmente l’ordine di abbandonare la
città.
Michele sentì il mondo crollargli addosso, ce l’avevano
fatta, era per Elisabetta, per la contrarietà della sua fami-
glia! Ce l’avevano fatta ad utilizzare le loro conoscenze, a
far muovere i più alti piani del regno per farlo svanire. –
Vogliono neutralizzarmi – pensò – vogliono distruggermi
… Poteva sentire il vocìo dei pettegoli, vedere gli occhi dei
complottardi osservarlo, seguire ogni suo passo …
─ Distruggermi … distruggermi … !!!
─ Michele, santo cielo! ─ esclamò Elisa.
Il principe alzò lo sguardo, aveva sognato di nuovo, do-
veva essere svenuto, era come se ogni istante della sua vita
passata irrompesse nella realtà che lo circondava.
─ Michele sono io, siamo a casa, santo cielo … santo
cielo…!
Intorno a lui vide tante facce amiche, c’era il suo me-
dico, il fedelissimo dottor Carignani, un uomo coi baffi
grigi e quasi calvo che lo guardava sorridendo, sempre
pronto a minimizzare qualsiasi suo problema di salute.
Elisa, la sua amata Elisa era lì con lui, gli stringeva la
mano sorretta da due dame, nei suoi occhi si vedeva una
lucida disperazione. La guardò. Com’è bella – pensò –
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