IL BENESSERE COME CULTURA D ' IMPRESA, PER E CON LE PERSONE
Dalla Fabbrica al Prodotto Il capitale umano
IL BENESSERE COME CULTURA D ' IMPRESA, PER E CON LE PERSONE
Dalle parole di Marco Borghetti, CEO di Effe, emerge subito come la filosofia orientata al benessere della persona trovi espressione anche nella vita aziendale. Dalla nuova sede immersa nella natura alla cura delle relazioni, al centro appare sempre il capitale umano che diventa parte integrante del progetto d ' impresa.
Effe progetta luoghi dedicati al benessere e alla rigenerazione della persona. Quanto questa filosofia si riflette anche nel rapporto con i collaboratori e nella costruzione dell ' ambiente di lavoro? Che cosa significa, per voi, prendersi cura del capitale umano?
Per noi il benessere non riguarda soltanto il prodotto finale, ma anche il modo in cui le persone vivono l ' azienda. Cerchiamo di costruire un ecosistema in cui i collaboratori siano davvero al centro, perché solo chi lavora in un ambiente positivo riesce a trasmettere al cliente i valori del marchio. Nei colloqui diciamo spesso che il vero titolare dell ' azienda è il cliente. Per questo chi lavora con noi deve sentirsi coinvolto e condividere una cultura fondata sull ' empatia, sull ' ascolto e sulla qualità delle relazioni.
La nuova sede immersa nella natura e pensata secondo una dimensione più lenta sembra proporre una riflessione sul valore del tempo, tema oggi sempre più centrale nel mondo del lavoro. In che modo questo progetto potrà influenzare il benessere, la creatività e la qualità delle relazioni professionali all ' interno dell ' azienda?
Il nuovo Effe Wellness Park nasce proprio con questo obiettivo. La sede, inserita in una tenuta di 29 ettari, è stata progettata con criteri di sostenibilità assoluti, sia per accogliere clienti e progettisti sia per migliorare la qualità della vita quotidiana di chi lavora in azienda. Abbiamo creato percorsi nel verde, spazi all ' aperto per la pausa pranzo e ambienti che favoriscono incontro e concentrazione. Ognuno può scegliere se condividere il tempo con i colleghi o ritagliarsi un momento personale: anche questo significa prendersi cura delle persone. La natura aiuta a rallentare il ritmo e a ritrovare un equilibrio che poi si riflette anche sulla qualità del lavoro.
In un ' epoca dominata da accelerazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale, quali sono secondo voi gli aspetti più autenticamente umani che un ' impresa dovrebbe preservare e valorizzare per continuare a innovare? La velocità oggi è inevitabile. I clienti si aspettano risposte immediate e le aziende devono essere dinamiche. La sfida è non trasformare questa accelerazione in una fonte continua di stress. Bisogna saper mantenere uno sguardo umano, lavorando con entusiasmo, disponibilità e serenità. La natura ci ricorda che esistono tempi diversi da
EFFE Dipendenti: 45 nella sede nuova, 70 circa nel reparto produzione Fatturato: 60 % estero e 40 % Italia
quelli imposti dal mercato e ci aiuta a mantenere questo equilibrio.
Le nuove generazioni cercano sempre un’ armonia tra crescita professionale, qualità della vita e senso del proprio lavoro. Pensate che il modello culturale e organizzativo di Effe possa rappresentare un elemento di attrazione per i talenti della Gen Z? Credo molto nei giovani e penso abbiano potenzialità spesso sottovalutate. Allo stesso tempo è importante far comprendere il valore dell ' esperienza: la crescita professionale richiede tempo e continuità. Effe punta a costruire rapporti duraturi, accompagnando le persone nelle diverse fasi della vita. Cerchiamo di essere flessibili, ad esempio con orari ridotti per chi ha esigenze familiari: a volte questa disponibilità vale quasi quanto la retribuzione. Se vogliamo attrarre nuovi talenti, dobbiamo offrire non solo un lavoro, ma un luogo in cui le persone possano sentirsi accolte, crescere e costruire il proprio futuro.
MARCO BORGHETTI, CEO di Effe