ASSOBAGNO
DOPO IL SALONE INTERNAZIONALE DEL BAGNO: LE VOCI DEL SETTORE
A Salone concluso, l’ indicazione più rilevante non riguarda soltanto i numeri, ma la lettura che la manifestazione restituisce al settore. Il Salone del Mobile. Milano non può più essere considerata una semplice vetrina, ma un momento di sintesi tra industria, progetto e mercato. Per l’ arredobagno, il passaggio più rilevante riguarda la capacità della manifestazione di tenere insieme visibilità internazionale e lettura concreta dei cambiamenti in atto. L’ edizione 2026 ha registrato 316.342 presenze da 167 Paesi, con 1.900 brand da 32 Paesi e una quota di operatori esteri pari al 68 %: numeri che confermano il peso dell’ evento come piattaforma di business e osservatorio privilegiato per l’ intera filiera. Un risultato tutt’ altro che scontato in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, conflitti in corso e persistenti criticità nei trasporti e nella logistica internazionale. In questo quadro, il buon andamento della manifestazione restituisce un segnale di
tenuta importante, mentre il settore arredobagno continua a crescere, pur muovendosi dentro uno scenario ancora incerto e instabile.
NONOSTANTE LO SCENARIO INSTABILE, L’ AMBIENTE BAGNO SI CONFERMA UNO SPAZIO CHIAVE DELL’ ABITARE Tra le indicazioni emerse con maggiore chiarezza dall’ ultima edizione c’ è la centralità crescente dell’ ambiente bagno all’ interno della casa. Da spazio tecnico o di servizio, il bagno è ormai trattato come un ambiente che incide in modo diretto sulla qualità complessiva dell’ abitare. Nei prodotti e nelle soluzioni presentate si ritrovano alcuni temi ricorrenti: comfort, efficienza, sostenibilità, ricerca sui materiali e integrazione della tecnologia. È in questo equilibrio tra funzione e qualità che il comparto sta ridefinendo il proprio posizionamento. Anche i dati del Centro Studi FederlegnoArredo vanno nella stessa direzione. Nel 2025 il sistema arredobagno ha raggiunto un fatturato di circa 4,3 miliardi di euro, con una crescita del 2,1 %, mentre l’ export ha superato 1,7 miliardi, pari a circa il 40 % del totale. Si tratta di una crescita reale, ma ancora fragile, condizionata da un contesto internazionale
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