Il Bagno Oggi e Domani Giu/Lug 2026 | Page 61

Attualità Rubinetterie Treemme
L’ idea nasce dalla constatazione che gli ambienti doccia pensati per chi ha limitazioni motorie raramente dedicano attenzione all’ estetica. Il team ha così progettato un sistema inclusivo, capace di unire funzione e forma. Ergo presenta una struttura composta da elementi orizzontali e verticali che garantiscono sostegno e sicurezza; la doccetta ergonomica, grazie a una particolare inclinazione, può essere utilizzata senza bisogno di stringerla. Il tubo, più lungo del normale, aumenta libertà di movimento e flessibilità, mentre alla base della struttura trovano posto i controlli per regolare flusso e temperatura. Completa il progetto un sedile reclinabile dalle linee essenziali, pensato per ridurre al minimo l’ ingombro quando chiuso a parete.
CINQUE MODI PER RIPENSARE LA RUBINETTERIA Tra le altre proposte sviluppate nell’ ambito di AD AQUAM 26, San Marco, realizzato da Anna Scartaghiande, Yash Narkar, José Ramón Vega e Sabrina Di Paola, ha affrontato il tema dell’ accessibilità studiando altezze e aree di comfort nell’ area lavabo, con manopole posizionate in modo avanzato per adattarsi a persone con corporature ed esigenze differenti. Concepite come due satelliti indipendenti, le manopole possono essere collocate liberamente attorno al lavabo, ridefinendo così l’ interazione con l’ acqua. Con Pausa, firmato da Valerio Degano, Giacomo Meazzi, Cecilia Ojeda e Lachie Wilson, il focus si sposta, invece, sul risparmio idrico. Ispirato al principio start-stop delle automobili, il meccanismo interrompe automaticamente il flusso d’ acqua quando la doccetta viene riposta nel supporto magnetico. Il sistema integra inoltre un alert che segnala un utilizzo troppo lungo dell’ acqua e una modalità eco per stimolare una consapevolezza dei consumi. Anche Leva, sviluppato da Annie Yu, Fiona Gleeson, Tanmayee Kolhe, Siddhartha Pradhan e Diego De Aquino García, ripensa il sistema doccia in chiave inclusiva, sostituendo leve e manopole con pannelli push / pull dall’ utilizzo immediato. La colonna doccia integra una barra di supporto e una doccetta magnetica facilmente raggiungibile, mentre icone tattili favoriscono l’ utilizzo anche da parte di utenti con ridotta capacità visiva. Infine Centodieci, ideato da Antonella Chiesa, Claudio Compagnone, Martina Fernández e Suryalok Bhattacherya, nasce dall’ idea di coniugare accessibilità ed eleganza formale. Il nome deriva dall’ inclinazione di 110 gradi della leva, studiata per migliorare ergonomia e comfort. Il progetto introduce indicatori di temperatura integrati e soluzioni pensate sia per spazi pubblici sia per ambienti domestici, mantenendo un linguaggio estetico estremamente pulito.
UNA PROGETTAZIONE CONSAPEVOLE Con l’ installazione“ AD AQUAM 2026 – REFLEC- TIONS”, curata dallo Studio Q-Bic, il design ribadisce la sua vocazione alla consapevolezza, con l’ esposizione dei prototipi dei progetti realizzati nelle precedenti edizioni e che integrano display, LED e conta-litri capaci di monitorare in tempo reale i consumi dell’ acqua.“ Di solito non siamo realmente consapevoli di quanta acqua utilizziamo- ha puntualizzato Riccardo Michelangioli accompagnandoci nella visita. Ciascuno di noi può consumare al giorno oltre 220 litri d’ acqua, un dato che, insieme alle proiezioni sul futuro delle risorse idriche, trasforma l’ installazione in una riflessione concreta sul rapporto tra tecnologia, sostenibilità e abitudini quotidiane che aziende e designer non possono ignorare”.
In apertura: Ergo il progetto vincitore AD AQUAM 26
In alto da sinistra quattro proposte sviluppate nell ' ambito di AD AQUAM 26: Centodieci, Leva, Pausa e San Marco
In basso alcuni momenti della premiazione