Speciale SALONE DEL MOBILE 2026
Tra i concetti espressi da Alberto Mattiello alla presentazione del Salone del Mobile c’ è quello di“ connection”: in che modo l’ approccio digitale entra oggi nella fruizione del sistema fieristico? Il termine suggerisce la possibilità, nel complesso spazio espositivo, di costruirsi dei percorsi davvero customizzati. Il Salone è un’ esperienza faticosa sia dal punto di vista fisico sia mentale: organizzarsi un itinerario personale per incontrare produttori conosciuti e non, venendo a contatto con soluzioni e brand nuovi, è fondamentale. Connettività e aiuto digitale aumentano le occasioni per sorprendersi, beneficiando di un prezioso ricambio di ossigeno. Occorre peraltro osservare che i servizi interattivi, sui quali quest’ anno il Salone punta molto, sono oggi più utilizzati all’ estero che in Italia, dove il processo è ancora in via di sviluppo. Parlando invece del virtuale, oltre che come informazioni e facilitazioni organizzative, come possibilità di valutare soluzioni d’ arredo in versione non fisica ma digitale, occorre fare attenzione, perché a volte la presentazione virtuale di un prodotto è più attraente dell’ originale fisico e, quindi, potenzialmente fuorviante.
Il Salone sembra evolversi verso qualcosa di esclusivo, verticale( l’ evento Raritas, il contract di alto livello). Alcuni vedono in ciò un’ intenzione selettiva nei confronti dei brand Il Salone del Mobile, che da sempre si distingue per l’ alta qualità degli espositori, deve differenziarsi dal resto della proposta mondiale fieristica. Un certo rigore nella scelta degli espositori è del DNA della manifestazione, che ha sempre ricercato e accolto aziende di alto valore. Ma all’ interno di questa“ macrocategoria” una peculiarità storica del Salone è l’ apertura a chiunque voglia entrare, basta che porti proposte basate su qualità e ricerca. In questo senso il Salone non è esclusivo, ma inclusivo. Le novità più“ sofisticate” di quest’ anno arricchiscono la proposta espositiva e il contract è un tema dalle grandi potenzialità, con un presente già strutturato e in crescita
Quali saranno le categorie merceologiche più rappresentate alla Biennale del Bagno, e ci sono novità nel layout espositivo? Le categorie di prodotto presenti al Salone – tutte improntate a tecnologie smart, materiali sostenibili e design sensoriale – sono arredobagno, rubinetterie, sanitari, benessere, rivestimenti, termoarredi e arredo lavanderia. In continuità con l’ edizione 2024, a farla da padrone sarà il mondo della rubinetteria, dove noi italiani siamo ben rappresentati. Il mobile bagno è forse in lieve sofferenza, alcuni grossi brand magari per motivi contingenti non saranno presenti, ma il Salone del Bagno è una fiera viva, in movimento, con un naturale turn over, che quest’ anno si concretizza in numerosi rientri e molte aziende che espongono per la prima volta. Per quanto riguarda il layout, i padiglioni hanno subito una trasformazione negli ultimi anni, abbandonando la classica struttura a scacchiera in favore di una a rete, e sono totalmente dedicati agli stand.
Parlando di Longevity, in che misura può orientare i servizi offerti dal benessere? Come produttore e Presidente Assobagno, intendo il concetto di Longevity sia come miglioramento della vita delle persone che si sta allungando – anche grazie all’ Age Tech, con le sue tecnologie digitali, terapie, funzioni ad hoc –, sia come sinonimo di durabilità del prodotto. Visto che, come emerso da Bathroom Design Monitor 2025- la ricerca commissionata da Assobagno a NIQ-GfK Italia- tra le richieste del consumatore nell’ acquistare arredobagno la robustezza è al terzo posto, non possiamo non considerarne l’ importanza. Tra l’ altro i componenti del bagno, di difficile smaltimento, faticano a entrare in un’ economia circolare e quindi l’ unico modo per renderli sostenibili è farli durare nel tempo. Tornando alla Longevity intesa come miglioramento di benessere e salute, va segnalato che gli strumenti di well being finalizzati al raggiungimento di questo obiettivo fanno parte della richiesta di una fetta sempre più larga di consumatori – tra i cui desiderata compare spesso la parola“ terapia” – e quindi le aziende merceologicamente interessate, così come i progettisti d’ interni stanno già facendo, devono assolutamente lavorare su queste opportunità.
Il mondo di Angaisa( associazione nazionale distributori del settore idrotermosanitario) sarà presente al Salone? Certamente, e devo dire che, essendosi notevolmente evoluta nel tempo, per noi produttori è oggi molto utile e proficuo lavorare in sinergia con questa realtà. È sempre molto stimolante anche il confronto con il presidente Maurizio Lo Re per avere una visione complessiva del settore. La presenza dell’ Associazione al Salone è infatti importante. Assobagno e Angaisa stanno collaborando nei rapporti con l’ estero, anche grazie al fatto che Angaisa aderisce a un’ Associazione estera che, se in certi paesi ha un orientamento più tecnico, mantiene comunque una componente estetica importante. In sintonia con il mutamento del mercato, è fondamentale lo sviluppo della filiera nella sua interezza, di cui produttori e distributori sono due anelli fondamentali.