I PIACERI DELLA VITE NUMERO 4 - SETTEMBRE 2017 | Page 83

Come il “Peroncino” può salvare Andrea e il mondo. Ma il Raboso di più... 86 L’estate il caldo colpisce forte, proprio appena si torna dal mare. Sembra di vivere in una bolla di fastidio continuo, che toglie il sonno, che toglie la fame, e qualsiasi attività si faccia ci lascia stremati e sudati. La sera tardi, in un illusorio tentativo di sfuggire alla calura, cerco il divanetto fuori al balcone. Non si sentono suoni, assorbiti dall’immobilità dell’aria. Alla ricerca di tregua, provo il tutto per tutto. Stappo, con l’accendino, un pe- roncino gelato e lo butto giù in tre sorsi. Purtroppo però, per il “ Teorema di Peroni-Heineken ”, in queste con- dizioni di temperatura e umidità, all’assunzione di 33 centilitri di birra immediatamente se ne sudano circa 66. Annebbiato dal caldo - non dal Pe- roncino sia chiaro - rifletto a fondo su come questo fatto ci possa liberare dalle leggi immutabili della fisica, rivoluzionando il mondo. Inizio ad immaginare un’umanità liberata dalla schiavitù grazie all’energia creata attraverso centrali elettriche alimen- tate a peroncini, in grado di sfruttare quel surplus di sudore… Ma, un’impercettibile brezza mi disto- glie da questi profondi pensieri. E’ in- termittente, la devi quasi ricercare, non dona completo sollievo, però è un illusorio segno di speranza. Ma la spe- ranza mette fame. E il fatto di avere fame inficia la mia teoria sui peroncini. Del resto è provato, non nutrono. Così mi trascino verso il frigo e poi appa- recchio in balcone. Melone, qualche fetta di prosciutto, uva fresca, fichi appena colti, una salsiccia secca, pizza bianca, ancora morbidissima. E il vino? E qui la tragedia. Non ho in frigo neanche una bottiglia di bianco. Peccato, avrei bevuto volentieri uno di quei vini che sanno di mare, per poi struggermi di malinconia immagi- nandomi su una di quelle stupende spiagge siciliane o salentine. 83