I PIACERI DELLA VITE NUMERO 3 - LUGLIO 2017 | Page 55
questo mondo diventa passione vera
quando Luca, circa 20 anni or sono,
insieme al fratello Francesco, inizia a
sperimentare le tecniche della distilla-
zione artigianale.
I primi risultati sono già molto incorag-
gianti, ma non ancora del tutto soddi-
sfacenti per riuscire a creare il prodot-
to che da sempre aveva in mente.
Ci riuscirà solo alcuni anni dopo,
grazie all’utilizzo delle fragranti vinac-
ce biodinamiche di Marco Marrocco ,
dell’azienda Palazzo Tronconi di Arce.
Luca a quel punto decide di trasfor-
mare
questa sua
grande passione in
qualcosa di più con-
creto. Così, con la
consapevolezza
di
poter produrre esclu-
sivamente
prodotti
d’eccellenza con un
marchio tutto suo, Lu-
ca fonda la Distilleria
Nardecchia .
Tra i due produttori
arcesi si instaura una
ancora più intensa e
proficua collaborazio-
ne. Una materia prima
praticamente perfetta
e un procedimento di
distillazione con uno
strumento forse unico
in Italia, l’alambicco
discontinuo a fuoco
diretto di Nardecchia,
danno luogo a due
grappe davvero incredibili: sono la
“ Uaiddia - Grappa di Fregellae” , otte-
nuta dalle uve di rari vitigni autoctoni
arcesi a bacca bianca (pampanaro,
maturano e capolongo) e la monoviti-
gno “ Uaiddia - Grappa di Zitore ” da uve
lecinaro (bacca rossa). Entrambe sono
ottenute esclusivamente da vinacce
fermentate e distillate direttamente,
con la sola aggiunta di acqua pura e
senza l’aggiunta di additivo alcuno. So-
no distillati davvero sorprendenti, dai
profumi intensi e persistenti, morbidi e
avvolgenti al palato. Prodotti entusia-
smanti, che subito ancora, come spes-
so capita con un buon vino. Resto a
bocca aperta, ma sono senza parole,
conscio di essermi finalmente liberato
di quel mio personale tabù. Così decido
54
di andare avanti con la degustazione,
divenuta puro piacere. Passiamo quin-
di ai due distillati commercializzati con
il marchio aziendale, che differiscono
sia nella scelta delle vinacce che nel
dosaggio zuccherino. Luca per le sue
grappe sceglie le vinacce con una cura
certosina e in questo si affida al tatto e
soprattutto all’olfatto, che sfrutta per
individuare le molecole di profumo in
base a quella che è l’idea di grappa a
cui aspira. Inizia a produrre subito do-
po la vendemmia fin poi a marzo, ma
mi confessa che “anche se ogni cotta è
una cosa a sè, le pri-
me distillazioni sono
sempre le migliori ”.
Per il “ Collenoci ” Luca
sfrutta un blend di
vinacce provenienti
da Lazio e dalle Mar-
che. Maturano, leci-
naro, olivella, merlot,
cabernet, syrah e
passerina fondono i
loro profumi in que-
sta grappa molto
secca, che, nonostan-
te i 45° alcoolici, ri-
sulta molto piacevole
al naso ed equilibrata
in bocca.
Sole vinacce laziali
(maturano, pampa-
naro, capolongo, leci-
naro, merlot, caber-
net e syrah) per la
“ Fra.Ma .”, grappa con
zuccheraggio a base di fruttosio pari a
1.5 g/l che, nonostante il mio palato
non fosse abituato a un così elevato
numero assaggi, ho trovato essere de-
cisamente morbida e rotonda. Molto
interessante anche al naso, con alter-
nanza di note floreali e fruttate. Ma del
resto, non poteva essere altrimenti,
perché questi prodotti sono davvero il
risultato di un lavoro artigiano che
parte dalla vigna e viene completato
da Luca e dal suo alambicco a fuoco
diretto.
E così, dopo circa due intense ore di
racconti, spiegazioni e tanti eccellenti
sorsi di grappe artigianali, il mio per-
sonale viaggio nel mondo della distil-
lazione volge al termine. Anzi no, credo
invece che sia appena cominciato. ■
55