I PIACERI DELLA VITE NUMERO 3 - LUGLIO 2017 | Page 19
Eppure questo nome (che è anche il
nome dell’azienda produttrice) ha sa-
puto davvero divenire un qualcosa a
sé, un vero mito dell’enologia da pro-
vare almeno una volta. E parlando di
miti non poteva certo mancare il gran-
dissimo “ Es” di Gianfranco Fino che,
anche nell’annata 2015 si riconferma
al top dei vini rossi italiani.
La lunga ed entusiasmante cavalcata
sensoriale si chiude con il “ Rosso del
Conte 2012 ” di Tasca d’Almerita. Un
vino che però non è riuscito ad esal-
tarci. Per carità, un prodotto davvero
niente male, ma forse penalizzato
dall’essere arrivato solo alla fine dei
numerosi assaggi del percorso. Ed è
per questo che abbiamo lasciato la
nostra postazione ripromettendoci di
tornare ad assaporarlo il prima possi-
bile.
Il Padiglione del Lazio
Un breve cenno al nostro amato Lazio
vinicolo era dovuto, anche se forse
questa è l’unica nota dolente di questo
nostro cinquantinesimo Vinitaly.
Anche stavolta il Padiglione del Lazio
si è mostrato al di sotto delle reali
potenzialità di questo territorio. Chia-
riamo subito però, che il disappunto
non è rivolto alle 65 aziende presenti
che, in realtà, meritano un plauso per
essere state ancora una volta amba-
sciatrici di una terra piena di storia
e antichissimi sapori. Ci riferiamo,
invece, agli eterni assenti, che
anche questa volta hanno deci-
so di lasciare in cantina le pro-
prie bottiglie.
Checché se ne dica, Vinitaly
resta sempre la più grande e
importante fiera del vino ita-
liano, un appuntamento im-
prescindibile in cui presenzia-
re dovrebbe rimanere comun-
que una priorità per qualsiasi
regione che voglia promuovere
sé stessa, il proprio territorio e
le proprie eccellenze.
Fortunatamente, ci sono ancora
tantissime aziende che credono
jjjjjjjjj
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nella qualità del Lazio e sono sempre
presenti in fiera a testimoniarlo con
orgoglio: parliamo di cantine come
Pileum, Villa Gianna, Casale del Giglio,
Marco Carpineti e Donato Giangirolami ,
tanto per citarne alcune che non man-
cano mai all’appuntamento di Verona.
Da segnalare anche quelle iniziative
concrete e lodevoli che abbiamo visto
andare nella medesima direzione.
Ci riferiamo ad esempio alla bella pre-
sentazione della neonata “ Indicazione
Geografica della Rattafia Ciociara ”:
Marco Sarandrea, illustre erborista,
nonché Presidente dell’omonima As-
sociazione di cui fanno parte i Prin-
cipali Produttori ciociari di Rattafia,
durante la seconda giornata della fiera
ha avuto infatti l’onore e l’onere di illu-
strare i dettagli della I.G., che d’ora in
poi tutelerà origine, produzione e qua-
lità della “ Rattafia Ciociara ”. Per chi
ancora non lo conoscesse parliamo di
quell’ottimo liquore tradizionale che si
ottiene dall'infusione idroalcolica di
visciole o amarene e vino rosso
(Cesanese del Piglio DOCG o Atina DOC
Cabernet), aromatizzato con spezie
come cannella, vaniglia, chiodi di garo-
fano e mandorla amara.
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