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Sappiamo però che, prima o poi, si potranno verificare e quindi dovranno essere sempre tenuti in considerazione. Oltretutto è scientificamente provato che gli eventi naturali calamitosi che avvengono in un determinato luogo, si ripetono con una ciclicità che ha un tempo di ritorno direttamente proporzionale all’ intensità: in pratica più grande è la forza sprigionata da un certo evento, tanto maggiore sarà il tempo che potrebbe trascorrere prima che si verifichi di nuovo con la medesima violenza. Ecco quindi che non aver subito in passato gravi eventi naturali, magari per 5, 10 o 20 anni, potrebbe inconsciamente indurci a sottovalutare o, peggio ancora, a non prendere proprio in considerazione una tale eventualità, che qualora invece si verificasse, potrebbe essere davvero rovinosa. Questa è la tendenza tipica dell’ imprenditore imprudente, un soggetto generalmente caratterizzato da un elevato grado di“ avversione al rischio”: ovvero una scarsa propensione |
ne ad affrontare il rischio stesso, se non ad ignorarlo. Eppure, diverse compagnie assicurative hanno da tempo creato strumenti che tutelano il lavoro svolto nei campi dalle varie“ avversità atmosferiche”. Queste, così come annualmente definite dal Piano Assicurativo Annuale Nazionale, sono precisamente la grandine, il vento forte, il gelo, la brina, lo sbalzo termico, l’ eccesso di pioggia o neve, la siccità, il vento caldo, il colpo di sole e l’ alluvione. Al verificarsi di ciascuno di essi, la tutela esercitata dalla compagnia si concretizzerà nell’ erogazione di un equo indennizzo in tempi rapidi, consentendo all’ impresa di far fronte prontamente alle spese di ripristino delle strutture o al mancato guadagno. Ma non solo. Alcune polizze hanno ulteriormente esteso le coperture, prevedendo indennizzi anche per i danni alle viti dovuti a insetti o larve, per il deterioramento al frutto trasportato( uva persa durante il trasporto in cantina), per i danni al prodotto finito( malfunziona- |
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