I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 332
E la progressione? La progressione del tumore consiste nel superamento della fase
iniziale in cui questo non era capace ancora di espandersi e di metastatizzare a
distanza e coincide con l‘acquisizione da parte delle cellule tumorali della capacità di
stimolare l‘angiogenesi (cioè la produzione di vasi arteriosi nuovi) mediante la
sintesi di TAF (Tumor Angiogenetic Factor) e di diffondere ed attaccarsi a tessuti
lontani mediante la sintesi di molecole ICAM-1 (Intracellular Adhesion Molecules1) capaci di provocare citoadesione.
Come una città che per espandersi correttamente ha bisogno di pianificare
l‘incremento di reti fognarie, reti idriche, strade di collegamento logistico e
quant‘altro, così si comporta anche il tumore; per poter crescere senza ostacoli egli ha
bisogno di assicurarsi nuovi vasi che portino sangue ossigenato e nutrimento alle
grandi masse cellulari in accrescimento; perciò le sue stesse cellule producono TAF,
cioè fattori di stimolo della neovascolarizzazione, sempre presente in un tumore in
crescita. In questa direzione si muovono alcune moderne ricerche di cura del cancro:
riuscire a bloccare la sintesi di TAF per affamare il tumore ed impedirne la crescita
per mancanza di nutrimento. Analogamente ma con effetto meccanico funzionano
tutte quelle terapie che prevedono l‘embolizzazione occlusiva dell‘arteria afferente
selettiva di un tumore.
Uno dei tumori che meglio si prestano allo studio della progressione tumorale è il
melanoma cutaneo, che è l'esempio più classico di progressione neoplastica in
oncologia umana. Durante la prima fase il melanoma è in situ, cioè ha uno sviluppo
circoscritto e orizzontale, con cellule che non hanno ancora capacità invasiva di
penetrazione; nella fase successiva il melanoma si verticalizza mediante la selezione
di cloni cellulari altamente aggressivi, cioè capaci di replicare la malattia a distanza.
Questa capacità invasiva del melanoma si realizza allorché le sue cellule sono in
grado di fabbricare il TAF (cioè il Tumor Angiogenetic Factor che provvede alla
genesi del sistema vascolare della neoformazione stimolando la proliferazione degli
endoteliociti dei vasi limitrofi del connettivo che costituiranno il sistema vascolare
della neoplasia stessa) e le ICAM –1 (Intracellular Adhesion Molecules-1, sostanze
che conferiscono alle cellule tumorali la capacità di aderire a citotipi diversi e di
accrescersi in sedi tissutali lontane). Tale capacità di sintetizzare il TAF e le ICAM –
1, vale a dire i fattori responsabili della penetrazione invasiva e dell‘attecchimento
metastatico a distanza, il melanoma l’acquisisce quando supera lo spessore di 0,75
mm. Ciò spiega l‘importanza prognostica che noi diamo allo spessore del melanoma
calcolato secondo l‘indice di Breslow, al pari se non di più dell‘importanza che
diamo ai livelli istologici di invasione, calcolati secondo Clark.
Le cellule tumorali per crescere hanno bisogno di nutrimento (vasi sanguigni). Fattori
Angiogenetici fanno sì che attorno e dentro il tumore si sviluppino nuovi vasi che
permettono lo sviluppo del tumore che può invadere gli stessi vasi e distribuirsi a
distanza (mts). Su ciò si basa la terapia basata sullo studio di fattori antiangiogenetici.
La chemioterapia non uccide mai tutte le cellule tumorali. Alcune sopravvivono e si
replicano e quindi occorrerà somministrare il secondo ciclo di chemiotrerapia. La
citotossicità dei chemiotrerapici è studiata come legame con l'area sotto la curva
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