I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 292
verso la guarigione e poi hanno di nuovo un andamento in acuzie della
malattia, le transaminasi tornano ad essere alte, c'è ripresa della malattia.
Diagnosi
Si fa innanzitutto guardando ed interrogando il malato che arriva con ittero, magari
giovane e tossicodipendente o che riferisce di aver fatto una trasfusione pochi mesi
fà, ciò fa già pensare ad un'epatite acuta. Il sospetto diagnostico clinico deve poi venir
confermato da una serie di esami: ormai si hanno a disposizione molti marcatori ed
esami che non risulta difficile diagnosticare una epatite virale.
Prima cosa da fare è richiedere dei comuni esami di laboratorio che già possono
indirizzare verso un'epatite virale: transaminasi e parametri coagulativi sono gli esami
più importanti. Le transaminasi da sole permettono quasi di fare diagnosi certa di
epatite virale acuta da virus classici; i parametri coagulativi permettono di sospettare
un'evoluzione verso la forma più o meno fulminante che deve essere esclusa subito
quando il pz. giunge all'osservazione del medico.
TRANSAMINASI sono gli enzimi di necrosi della cellula epatica,
aumentano in varia misura nell'epatite virale perché il processo necrotico
provocato dal virus è un processo così acuto che fa spappolare la cellula che
riversa il suo contenuto dentro il sangue in particolare l'AST e l'ALT.
Particolarità è che nelle epatiti virali da virus A B C D ed E queste
transaminasi aumentano in maniera molto consistente: si può arrivare a 30005000 unità quando il normale dosaggio varia dalle 30 alle 50 unità -a seconda
del laboratorio-; solo epatite virale ed intossicazione da Amanita Phalloides
determinano un aumento così marcato. Quando un malato giunge itterico e le
transaminasi sono così elevate, al 99% si tratta di epatite virale, a meno che
non dica di aver mangiato funghi la sera prima. Le altre epatiti non si
manifestano con un aumento così marcato delle transaminasi, sarà
praticamente impossibile che un'epatite da EBV o CMV abbia le transaminasi
>600-700 U, stesso vale per epatiti da farmaci o autoimmuni.Talvolta
l'aumento delle transaminasi è l'unico parametro misurabile, infatti se per
esempio il nostro malcapiatato arriva in PS di notte, e si ha magari a
disposizione solo un tecnico di laboratorio capace di dosare solo le
transaminasi, si deve fare diagnosi presuntiva di epatite virale, infatti non è
bene ricoverare un malato con ittero ostruttivo in un reparto di malattie
infettive
PARAMETRI EMOCOAGULATIVI sono gli undici che indicano la
possibilità di evoluzione in epatite fulminante, infatti il tempo di protrombina
(PT o normotest) indica la riserva del fegato. Un PT estremamente basso
depone per l'evoluzione in necrosi massiva. Badate bene che l'evoluzione in
necrosi massiva dal punto di vista sintomatologico può non andare di pari
passo con i parametri emocoagulativi nel senso che si può trovare un PT molto
basso (per es. 6%) che depone verso una evoluzione fatale della malattia,
mentre il pz. sta ancora bene, chiacchiera ed è lucido ed orientato. In simile
situazione si devono attivare immediatamente le misure per trasferire il pz. in
un centro ove possa essere trapiantato; se queste non vengono attuate ci
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