I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 284
Due zuccheri ―bloccherebbero‖ il virus dell‘ AIDS
Due zuccheri complessi ottenuti per sintesi chimica sono l‘ultima arma messa a punto
contro il virus HIV, responsabile dell‘epidemia mondiale di AIDS. La scoperta,
pubblicata nel numero di gennaio della prestigiosa rivista ―AIDS‖, è frutto della
collaborazione tra ricercatori dell‘Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di
Milano guidati da Elisa Vicenzi e Guido Poli, e la Glycores S.r.l. di Milano, società
di ricerca specializzata nel campo della biochimica dei polisaccaridi. Le nuove
molecole di zucchero, dette KOS e KNOS, sono state ottenute per sintesi chimica sul
modello del polisaccaride K5, zucchero di origine batterica molto simile all‘eparina
ma privo delle sue proprietà anti-coagulanti e che di per sé non possiede attività
antivirale. Le nuove molecole, arricchite con gruppi solfato (ovvero contenenti
molecole di zolfo che conferiscono una carica elettrica negativa), hanno manifestato
in vitro potenti effetti anti-HIV a largo spettro. I ricercatori hanno osservato che KOS
e KNOS, dopo aver ―attratto‖ il virus, lo accerchiano e gli impediscono, disattivando
le sue proprietà aggressive, di aggredire la cellula. KOS e KNOS, per le loro
caratteristiche, sono ideali per lo sviluppo dei cosiddetti microbicidi di nuova
generazione, sostanze capaci di bloccare lo sviluppo del virus e di prevenire
l‘infezione nelle fasi iniziali. Potrebbero in un futuro non troppo lontano diventare un
gel o una schiuma applicabile a scopo preventivo e avere un impatto importante
sull‘epidemia di AIDS, soprattutto in molti paesi in via di sviluppo dove la
trasmissione eterosessuale rappresenta oggi la principale via di propagazione del
virus. Elisa Vicenzi, ricercatrice dell‘Istituto Scientifico San Raffaele e primo autore
dello studio, sottolinea la novità della scoperta: "La specificità di queste molecole
rispetto ad altre è che la loro natura zuccherina e non proteica le rende scarsamente
capaci d'indurre anticorpi che potrebbero neutralizzarne l'effetto. Inoltre, per quanto
abbiamo sperimentato finora, queste molecole non inducono alcuna reazione
infiammatoria. Fatto importante perché l‘infiammazione favorirebbe la propagazione
del virus, come è avvenuto recentemente con lo spermicida Nonossinolo-9, unico
microbicida che, testato in fase clinica, ha fallito clamorosamente." ―Questa famiglia
di molecole zuccherine non è sconosciuta nell'ambiente medico scientifico‖ continua la ricercatrice del San Raffaele - ―in quanto molecole "cugine" dei derivati
K5 anti-HIV avevano già dimostrato proprietà anti-tumorali e anti-angiogenetiche‖.
―Ad oggi purtroppo non esistono microbicidi efficaci - continua Elisa Vicenzi - ―e
quindi è stato calcolato che un prodotto efficace anche solo al 60%, seppure utilizzato
da una minoranza della popolazione, nei paesi in via di sviluppo potrebbe prevenire
fino a 2,5 milioni di nuove infezioni in tre anni.‖ L‘importanza di sviluppare
microbicidi efficaci contro l‘HIV è anche testimoniata dagli investimenti sia di
prestigiose fondazioni private, quali la fondazione ―Bill and Melinda Gates‖, sia della
stessa Comunità Europea. Proprio sulle prospettive future Guido Poli, autore senior
dello studio e responsa-bile dell‘Unità di Immunopatogenesi dell‘AIDS dell‘Istituto
Scientifico Universitario San Raffaele, precisa: "L'obiettivo del programma che verrà
presentato alla CEE si propone esattamente di sviluppare molecole, fra cui i derivati
del K5, dalla fase strettamente sperimentale, dove ci troviamo oggi, fino agli studi
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