I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Seite 268
FARMACI INIBITORI DELLE TRANSCRITTASI INVERSE
1. INIBITORI NUCLEOSIDICI
ZIDOVUDINA (AZT)
L‘AZT è stato inizialmente usato quale farmaco anti-tumorale, ma poi è stato
eliminato dalla terapia perché creava troppi effetti collaterali. Venne quindi rimesso
in commercio dopo la comparsa dell‘AIDS e fu inizialmente utilizzato a dosaggi
elevati (1-2 g/die), ma poi si è capito che si potevano ridurre gli effetti collaterali
senza diminuire l‘efficacia del farmaco anche a dosaggi di 500-600
mg/die).Inizialmente era utilizzato solo per i casi di AIDS conclamato e solo più tardi
si iniziò ad usarlo anche per i solo siero positivi; il criterio per determinare i soggetti
più idonei alla terapia con AZT era fino a qualche anno fa la concentrazione dei
linfociti CD4+ < 500/mm3 , ora invece si utilizza una concentrazione di CD4+ <
200/mm3 oltre alla conta dell‘ RNA-virale.
- meccanismo d‘azione dell‘ AZT:Prima di agire viene fosforilato alla forma 5trifosfato; Quindi inibisce direttamente la trascrittasi inversa e inibisce anche la
DNA-polimerasi indirettamente agendo da terminatore della catena nascente
- meccanismo di resistenza :le mutazioni puntiformi modificano la sua affinità sul
recettore
- caratteristiche farmacologiche : viene assorbita rapidamente dal tratto
gastrointestinale. La concentrazione nel CSF (liquor cefalorachidiano) è del 50%
di quella plasmatica.Ha un‘emivita di 1 ora e deve quindi essere somministrata
almeno 2 volte al giorno.
- Effetti collaterali: L‘AZT ha una tossicità dose-dipendente. Mielotossicità: la
maggiore tossicità è l‘anemia, la granulocitopenia che aumenta con la diminuzione
del valore dei CD4, con il rischio di infezioni. Cefalea grave
Per la valutazione dell‘efficacia in passato venivano presi degli end-points (numero
CD4+, livelli ematici di 2 microglobulina, ecc) oggi non più usati perché non molto
chiari. Oggi viene usata la PCR per il genoma virale, che è un indice molto più
valido. I pazienti che devono essere trattati con l‘ AZT sono:
I pazienti con AIDS o ARC, cioè soggetti con immunodeficienze
Pazienti asintomatici con indici prognostici sfavorevoli
Attualmente i protocolli richiedono che debbano essere trattati pazienti con CD4<300
in siero, anche se non siano presenti sintomi di malattia; 300500 sempre se le copie di RNA virale
sono >30.000; infatti se CD4 è <500 ma le copie di RNA virale sono <10.000 non si
tratta perché il numero è di scarsa importanza.
L‘efficacia si misura con:
diminuzione delle infezioni
l‘aumento del peso corporeo
ridotto deterioramento dell‘indice Kornofsky
diminuzione p24
aumento CD4
miglioramento neurologico e trombocitopenico
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