Il contesto italiano
Il sito webhttp:// www. retegas. org, tra i più importanti portali riguardanti la situazione italiana dei G. A. S, conta 989 Gruppi di Acquisto Solidale iscritti, la maggior parte di questi si trova nella zona della Valle del Po, solo la Lombardia ospita poco meno di un quarto di tutte le associazioni G. A. S nazionali. A questo migliaio di gruppi, secondo le stime, è possibile aggiungere un notevole numero di associazioni che non si sono iscritte o che non abbiano ancora firmato, potenzialmente sarebbero un numero maggiore di quelle iscritte, come indicato dalle valutazioni del 2011 presentate dal Convegno Nazionale dei GAS, a L’ Aquila 1.
I numeri a disposizione indicano un generale aumento di consapevolezza dell’ importanza dell’ acquisto e del consumo critici e consapevoli, questa tendenza, testimoniata dalla continua nascita di nuovi GAS e di associazioni direttamente connesse con i concetti di“ consumo responsabile” e“ consumo critico” 2, sta tracciando una nuova realtà dinamica e in continua evoluzione. Il primo GAS italiano è stato fondato nel 1994 e nel 2011 Retegas. org contava 750 gruppi iscritti, considerando che la diffusione dei GAS è un fatto recente, la dimensione attuale del fenomeno deve farci riflettere sulla sua importanza.
Nonostante questa panoramica, oltre alla Lombardia, nelle altre regioni d’ Italia, Umbria inclusa, i dati riguardanti la nascita e le attività dei GAS è molto contenuta. Nonostante l’ Umbria sia stata la prima regione che nel 2011 ha adottato la politica regionale rivolta ai Gruppi di Acquisto Solidali e Popolari, la quale li ha sostenuti, i dati ottenuti durante la nostra ricerca sono stati i seguenti:
� 16 GAS formalmente registrati, di cui 13 registrati a Retegas. org 3. Esistono comunque altri GAS informali che non possono essere contati;
� La maggior parte dei GAS umbri si trova nella provincia di Perugia;
1 1 http:// www. associazionelegaliitaliani. it / attachments / Indagine-sui-gruppi-di-acquisto-solidale-in-
Umbria. pdf, pag. 5; data la natura puramente volontaria di questo tipo di associazioni, è opportuno d’ altra parte considerare anche il numero presumibilmente importante, ma di ancora più difficile quantificazione, dei GAS che hanno interrotto, definitivamente o a titolo temporaneo, la loro attività.
2 A fianco dei GAS propriamente detti si possono infatti trovare realtà più recenti, simili ma con proprie
specificità, come i Gruppi di Acquisto Popolari GAP, i Gruppi Organizzati di Domanda e Offerta GODO, o i Distretti di Economia Solidale DES.
3 Solo la Valle d’ Aosta, nell’ area Centro-Nord, ne conta meno, a fronte di una situazione sociale, economica e demografica profondamente differente
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