I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 79

Il ritorno delle bestie Non sul pioppo picchia il pennato più, né l’eco più gli risponde. L’erta sale un uomo celato dal carico folto di fronde. E il martello d’un legnaiuolo, più lontano, più non rimbomba. Passa il grido d’un bimbo solo: Turella! Bianchina! Colomba! Porta in collo l’erba ch’ha fatta, nella sua crinella di salcio. Le sue bestie al greppo, alla fratta, s’indugiano, al cesto ed al tralcio. Ei che vede sopra ogni tetto già la nuvola celestina, le minaccia col suo falcetto: Colomba! Turella! Bianchina! C’è un falcetto lucido ancora su la Pania, al fior del sereno, dentro l’aria dolce ch’odora d’un tiepido odore di fieno. C’è silenzio lassù, dov’erra quel falcetto con qualche stella. Solo il bimbo strilla da terra: Bianchina! Colomba! Turella!