I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 176

metteva il melo foglie e fiori a gli occhi. Fiori per tutto, a spighe, a mazzi, a fiocchi... - A noi, col gelo li strinò l’aurora! - Poveri arbusti! E si riprovan ora. Oh! videro fiorire anche le spine!... VIII Castelvecchio, 21 decembre. Io sento il suono dell’antica avena su l’alba ancora scialba ma serena. Ed ecco il monte trascolora in rosa, splendono i vetri a tutte le finestre. E gente va, che vuol saper la cosa, per le callaie e per le vie maestre. Va dove il placido organo silvestre canta l’antica sacra cantilena. È un pastor bianco al pari della neve, che non ha casa ed anco all’otre beve. Dice: - Era il sole per fuggir dal cielo. Oggi s’è fermo e tornerà pian piano. Piccolo è il seme, ma fa lungo stelo; il seme è poco, ma fa tanto grano: ed il buon Sole per un anno sano semina, o genti, il giorno suo più breve. -