I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 167

la pena che sarebbe oggi finita.
Riposeresti... Oh! i figli miei! Tu giungi or dalla vita. Alcuni già qui sono con me, con noi. Gli altri, non so, ma lungi.
Una dormiva ancora nella culla. Tutti piccoli, tristi, in abbandono e scoramento... Ne sai nulla?... Nulla.
Avevi i tuoi... Ma io, io ombra esangue, io di qui sopra le lor nude vite getto il mantello del mio puro sangue.
Se fanno il male, li difendo io, sorto su loro. Uomini, me me non punite, se chi m’ uccise, infuria su me morto!
Se poi si sono stretti, umili e proni al lor destino e nella terra amara per bontà loro vollero esser buoni;
oh! benedetti! E il tristo ieri adorni oggi di fiori semplici la cara miseriola dei lor miti giorni.
Ma se alcuno di loro, dallo stento della sua giovinezza, a poco a poco avesse alzato, oh! non la fronte e il mento,
ma il cuore! il cuore! se dalla sua creta insanguinata avesse tratto il fuoco! se fosse, quel mendico, ora un poeta!
fosse un consolatore, egli cui niuno consolò! fosse, il derelitto, un forte!