I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Seite 166
un lungo squillo che parea di pianto.
E... Oh! speranza del mio cuor superba!
I miei cari lasciai nelle lor fosse
dormire avvolti in bianche fibre d’erba.
Cantavano un soave inno le trombe,
di pianto e gloria; ed echeggiava lento
su l’immobilità delle altre tombe.
La mia sussultò sola. Era d’un grande
popolo il passo... mi parea che al vento
s’esalasse l’odor delle ghirlande...
Chi venne in pia soavità di rose
alla sua pace? Forse... Ora che ai vivi
apri l’anime, o notte, ombri le cose;
vado: la voglio rimirar, con l’orme
del pensiero ma già sui semprevivi
calma, la fronte di colui che dorme.
Odor di fiori mi conduce ov’egli
dorme... Non è chi mi sperava il cuore.
Non è. Non è... Ma chi sei tu? Tu vegli!
Oh! non hai pace!... Io so chi sei... chi eri.
Tu sei colui che uccide e che poi muore.
Oh! son anni, son anni anni... Fu ieri.
Tu non hai fatto che bagnar la fossa
tua del mio sangue. E tu davi la morte
che ignoravi? Ma eri anche tu d’ossa.
L’uomo non ti punì? Tu dalla vita
giungi tra i fiori? Hai oggi dalla morte