I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | 页面 143
Sì: finito in alcune ore, domani!
e sì: domani, ci sarebbe anch’esso!
Lo spiegherebbe tra le sue due mani,
sorriderebbe tacito a sé stesso;
e quindi al figlio, al caro primo, al vanto
di casa, al fiore che già dava il frutto:
e poi, con gli occhi molli un po’ di pianto;
anche ai minori - Eh! sapevate tutto? ! -
troverebbe una lode anche per loro...
Domani, dunque, all’ora del tramonto.
Il fanciullo, il domani, era al lavoro;
verso sera il lavoro era già pronto.
Mancava un nulla. Noi fissi alla via,
a una carrozza che montava su...
Oh! gittò un grido, spinse tutto via,
e tutto in pianto non lavorò più!
III
Era il dieci d’agosto. Era su l’ora
dello scurire. L’ora del ritorno.
Non attese al ritratto egli d’allora
più. Mai più, da quell’ora e da quel giorno.
Quella sera restammo alla finestra,
ancora, ancora. Ma pareva in vano.
Sì: era, il babbo, in una via maestra:
sì, ma come, ma quanto era lontano!
Oltre monti, oltre fiumi, oltre pianure,
oltre città. Veniva da Cesena.
Di buon trotto. Non anco erano oscure
le strade. Solo. L’anima, serena.