I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 130

Il mendico
I
Soletto su l’ orlo di un lago che al rosso tramonto riluce, v’ è un uomo col refe e con l’ ago che cuce tra l’ erica bassa.
E cuce; e nel cielo turchino già ridono l’ aspre civette, e il lago sul capo suo chino riflette qualche ala che passa.
E cuce; e i suoi cenci nell’ acqua, trapunta di tacite bolle, si specchiano, e l’ ombra li sciacqua con murmure molle.
II
Ma in tanto che, ombrato da un velo, nell’ acqua il lavoro suo fiotta, tra l’ urto dei cirri del cielo s’ è rotta la tenue gugliata.
Egli alza la testa. Il suo filo s’ è rotto; e si sente dai tufi, dall’ inaccessibile asilo dei gufi, la morte che fiata.
E piccolo il sole che muore, gli appare traverso la cruna dell’ ago. Egli dice nel cuore: