I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 106

La fonte di Castelvecchio O voi che, mentre i culmini Apuani il sole cinge d’un vapor vermiglio, e fa di contro splendere i lontani vetri di Tiglio; venite a questa fonte nuova, sulle teste la brocca, netta come specchio, equilibrando tremula, fanciulle di Castelvecchio; e nella strada che già s’ombra, il busso picchia de’ duri zoccoli, e la gonna stiocca passando, e suona eterno il flusso della Corsonna: fanciulle, io sono l’acqua della Borra, dove brusivo con un lieve rombo sotto i castagni; ora convien che corra chiusa nel piombo. A voi, prigione dalle verdi alture, pura di vena, vergine di fango, scendo; a voi sgorgo facile: ma, pure vergini, piango: non come piange nel salir grondando l’acqua tra l’aspro cigolìo del pozzo: io solo mando tra il gorgoglio blando qualche singhiozzo. Oh! la mia vita di solinga polla nel taciturno colle delle capre! udir soltanto foglia che si crolla, cardo che s’apre,