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La Shoah
D
opo la
conquista romana, avvenuta
nel 70 d.C. gli
Ebrei non ebbero
più territorio dove
stabilirsi e, in qualunque posto andassero, venivano
cacciati o perseguitati.
Davano fastidio,
perché erano di
religione diversa,
adoravano un solo Dio, al contrario
dei Romani, e
avevano tradizioni e usanze considerate “pericolose” per la stabilità
del potere imperiale.
Erano considerati
inferiori e responsabili della crocefissione di Gesù.
Si sparsero in tutto il mondo e si illusero per un periodo di avere finalmente trovato
pace e serenità.
Nel 1933, in Germania e nel 1938
in Italia, vennero
emanate le leggi
razziali, ovvero le
leggi che proibi-
scono alle persone
di fare le cose che
svolgono
normalmente i cittadini.
Dal 1939 al 1945,
scoppiò la seconda Guerra Mondiale
scatenata
da Hitler, perché
voleva conquistare la Polonia, anzi
il mondo intero.
Durante questa
Lì nel migliore dei
casi erano destinati a lavorare e
a vivere in condizioni
disumane,
oppure a essere
uccisi: fu un vero
genocidio, che gli
Ebrei traducono
con il termine
“Shoah”.
Già all’entrata del
campo di concentramento i Tede-
guerra, più di 10
milioni di innocenti, compresi gli
Ebrei, (morti: 6
milioni), testimoni
di Geova e zingari
(morti: 3 milioni)
furono uccisi.
Gli Ebrei vennero
deportati
nei
campi di concentramento.
schi ingannavano
gli Ebrei: c’era
scritto “Il lavoro
rende liberi”.
Appena entrati
nella “gabbia”, gli
Ebrei più anziani,
che non erano
adatti a lavorare,
venivano mandati nelle camere a
gas.
Naturalmente, gli
Ebrei non volevano andarci, ma i
Tedeschi gli facevano credere che
erano docce.
Ecco come sono
morti tutti quegli
innocenti, i cui
corpi
venivano
poi bruciati nei
forni crematori.
Solo in pochi si sono salvati.
Hitler morì il
30
aprile
1945, suicidandosi con
sua moglie
Eva Braun,
che aveva
sposato poche
ore
prima.
Il 27 gennaio 1945, i
Russi e gli
Americani abbatterono le porte di
Auschwitz, liberando i prigionieri.
Oggi, questo giorno viene ricordato
come “Giornata
della memoria”.
Giorgia cl. V