GRANDE CUCINA 03-2026 | 页面 44

GrandeCucina per S. Pellegrino Sapori Ticino I

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S. PELLEGRINO SAPORI TICINO, VENT’ ANNI DI GUSTO E UN NUOVO CAPITOLO DA SCRIVERE

Dal 13 settembre al 15 novembre 2026 il Festival celebra la sua XX edizione tornando alle origini: protagonista è la Svizzera, con 32 stelle Michelin, 558 punti GaultMillau e alcuni dei nomi più rappresentativi della cucina nazionale
a cura della redazione
Vent’ anni, oltre 400 serate stellate, più di 600 stelle Michelin e oltre 5’ 800 punti GaultMillau. Sono numeri che raccontano da soli la dimensione raggiunta da S. Pellegrino Sapori Ticino, nato nel 2007 con l’ idea di utilizzare l’ alta gastronomia come strumento di incontro, promozione e racconto del territorio. In due decenni il Festival ha portato in Ticino chef, culture e cucine da tutto il mondo, trasformando ogni appuntamento in un’ occasione di dialogo tra ospiti internazionali e protagonisti locali. Per la XX edizione, dal 13 settembre al 15 novembre, il viaggio compie però una scelta simbolica: torna a casa. Dopo aver attraversato idealmente Paesi e tradizioni diverse, S. Pellegrino Sapori Ticino dedica il 2026 alla Svizzera e ai suoi chef, ambasciatori di una cultura gastronomica che negli ultimi anni ha conosciuto una profonda evoluzione. Da cucina fortemente regionale, quella svizzera è diventata sempre più contemporanea, diversificata, attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Una trasformazione testimoniata anche dai numeri: i ristoranti stellati sono passati da 84 nel 2010 a 145 nel 2025, mentre GaultMillau recensisce oggi 880 indirizzi nel Paese.
La vocazione all’ innovazione affonda in radici antiche: già all’ inizio del Rinascimento Martino de Rossi, originario della Valle di Blenio e considerato il primo cuoco moderno della storia, raccontava una sorprendente capacità del territorio svizzero di dialogare con il proprio tempo. Il legame tra cucina e territorio è, del resto, uno dei fili conduttori della storia del Festival. Quando Dany Stauffacher creò la manifestazione, l’ intuizione era quella di promuovere il Cantone come destinazione turistica attraverso l’ ospitalità e l’ enogastronomia d’ eccellenza. Un’ idea che anticipava un fenomeno oggi evidente: il