GRANDE CUCINA 03-2026 | Page 28

IL MENU PRIMA DEL MENU

A IMÀGO DELL’ HASSLER ROMA E A BORGO PIGNANO LA CARTA NON SI LIMITA A ELENCARE I PIATTI. UN SIGILLO IN CERALACCA, UNA PIUMA DORATA E LE IMPRONTE DELLE PIANTE TRASFORMANO IL MENU NEL PRIMO GESTO DELLA CENA E RACCONTANO DUE MODI DIVERSI DI LEGARE CUCINA, MATERIA E LUOGO.
ICONOGRAFIA credito @ Alberto Blasetti
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Menu « Error 15 », executive chef Andrea Antonini
Imàgo e il rito dell’ apertura
La ceralacca rossa scende sulla piega della carta e riceve la pressione del timbro. Quando viene sollevato, rimane il simbolo di Imàgo. Le fotografie di Alberto Blasetti raccontano questo rito e mostrano la materia ancora morbida, il gesto della mano e il bordo irregolare del sigillo. A tavola il menu arriva chiuso, simile a una lettera destinata all’ ospite. Sulla copertina una piuma dorata occupa quasi tutta la pagina, verticale e circondata da molto spazio bianco. In alto compaiono il nome del ristorante, « Error 15 » e il riferimento al ventesimo anniversario; in basso il motto latino « Post fata resurgo » e il nome dell’ executive chef Andrea Antonini. Il motto richiama la fenice e dà un significato alla piuma senza mostrare l’ animale per intero. Anche « Error 15 » entra nella costruzione visiva: alcune lettere sono capovolte e interrompono la lettura. Voltando pagina, una breve dichiarazione definisce l’ errore come elemento necessario alla creazione e racconta la scelta di ricostruire il percorso ogni sei mesi. Il « Laboratorio creativo 2026 » è diviso in quattro atti. I nomi dei piatti restano asciutti: « Datterini verdi, basilico e vaniglia », « Fagiolini alla romana », « Tonno, riso e ciliegie », « Maiale, arachidi e lime ». Accanto compare « Classic », la selezione delle stagioni precedenti. Il nuovo percorso e la memoria del ristorante occupano spazi distinti, prima delle pagine finali dedicate alle brigate di cucina e di sala.
Borgo Pignano e le impronte della tenuta
A Borgo Pignano il menu nasce dalle stesse piante che circondano la tavola. Foglie, erbe e piccoli rami raccolti nella tenuta vengono trasferiti su una carta di cotone spessa, scelta per la consistenza e per la capacità di fissare il colore. Sulla copertina rimangono profili, nervature, macchie e impronte. Ogni esemplare ha una composizione diversa. I menu sono realizzati dall’ artista Giulia Cantarutti, che in passato ha lavorato per alcune stagioni a Borgo Pignano e continua a collaborare con Lisabetta « Betty » Matteucci. La tecnica impiegata è la stampa botanica, un procedimento naturale vicino a quello utilizzato sui tessuti. Le tonalità dipendono dalla quantità di tannini contenuta nelle piante e dalle alterazioni ottenute con acqua ferrosa o sostanze acide, tra cui l’ aceto. Il processo non restituisce una raffigurazione uniforme. Alcune foglie conservano nettamente il