79
Il vino deve essere il riflesso della sua epoca, ma anche del luogo in cui nasce
che in altri luoghi della Lunigiana: una recente serata fine dining alla stellata Locanda De Banchieri di Fosdinovo ha visto il Numero Chiuso abbinato a un Risotto all’ estratto di zuppa di mare ed erbe selvatiche e il Cavagino a una degustazione di pesce azzurro. Scherza Diego Bosoni: « Ai liguri è spesso rimproverato di essere troppo statici, di non sperimentare. È quasi sempre vero, ma nel rimanere fermi, abbiamo preservato la biodiversità: le nostre vigne sono da sempre immerse in boschi e uliveti », spiega. « Siamo rimasti fedeli agli autoctoni quando tutto il mondo andava verso i vitigni internazionali e abbiamo già, per natura, una produzione di vini freschi, bevibili, poco alcolici, che vanno incontro al gusto contemporaneo. Ora però, è il momento di muoverci!». Lui lo sta facendo lavorando in biologico( sono 30 gli ettari bio), sperimentando appunto tecniche antiche come la rifermentazione in bottiglia o l’ uso delle anfore e recuperando vecchi terrazzamenti- Mentre lo intervistiamo, racconta che il lavoro del momento è proprio su una nuova parcella con terrazzamenti a 500 metri d’ altitudine, tra i muretti a secco che sembrano precipitare in mare. « Purtroppo delle viti non c’ è più traccia, ma pulendo tutto sono riemerse le terrazze originali: un ettaro e mezzo che pare sospeso nell’ aria, sembra di volare ». Nel frattempo, quando riesce a ritagliarsi un’ ora libera, va a un concerto o ascolta musica. « È il mio vuoto di meditazione », dice. Anche se, da come narra le sue vigne sospese tra monte e mare, pensiamo che la sua musica preferita sia il vento che passa tra i filari.