STORIA DI COPERTINA
22 l Park Hyatt Milano convivono figure con storie molto diverse: un direttore con
A venticinque anni di hotellerie internazionale, un director of F & B presente sin dall’ apertura, uno chef che viene dall’ ingegneria, un pastry chef under 30 e un bar manager dalla lunga gavetta. Come si costruisce un’ offerta food & beverage coerente, che fa i conti con quattro outlet differenti? Grazie a scelte che non si vedono ma si sentono e che nel tempo costruiscono la ragione per cui un ospite torna.
L’ hotel e la nuova guida
C’ è un palazzo nel cuore di Milano che compie centocinquant’ anni e non li dimostra. Costruito nello stesso periodo in cui veniva ultimata la Galleria Vittorio Emanuele II che gli si apre davanti, l’ edificio ospita il Park Hyatt Milano, che da oltre vent’ anni è uno dei riferimenti dell’ ospitalità di lusso internazionale a Milano, con le sue 108 camere e suite. L’ ottobre 2025 ha segnato l’ avvio di un nuovo capitolo: l’ arrivo di Marcos Romero Milans del Bosch come General Manager, con venticinque anni di esperienza nell’ hotellerie di lusso maturata in Gran Bretagna, Spagna, Lussemburgo, Francia e Repubblica Democratica del Congo. « Sto scoprendo che l’ Italia ha un modo di accogliere unico: naturale, caldo, spontaneo », dice. « È un paese che sa raccontarsi attraverso i gesti, un sorriso, un piatto preparato con cura, un’ attenzione non richiesta. Credo che il futuro sia nell’ unire l’ organizzazione internazionale con questo approccio. Da questa combinazione nasce qualcosa di raro ». Sul fronte dei flussi, Romero legge con cautela un momento di mercato complesso: « Il Medio Oriente è uno dei nostri mercati principali, dopo gli Stati Uniti. La domanda è leggermente rallentata, ma l’ occupazione rimane costante. Continuiamo a ricevere richieste da Stati Uniti, Canada, Europa, Australia e America Latina. Siamo fiduciosi che i viaggiatori possano riprendere a muoversi senza particolari restrizioni ».
Ventitré anni di continuità
Nicola Ultimo, direttore F & B, fa parte della squadra del Park Hyatt sin dall’ apertura nel 2003. Barese, classe 1971, ha attraversato tutte le fasi della struttura: il ristorante VUN con Andrea Aprea e le due stelle Michelin ottenute in cinque anni, la crisi finanziaria mondiale del 2008, il riposizionamento post-Covid, l’ arrivo di Paternollo. Prima del Park Hyatt, un lungo percorso di sala in Italia e all’ estero: più stagioni allo Splendido di Portofino, una parentesi al Richemond di Ginevra, una a La Barbacane di Carcassonne, stella Michelin. « In due decadi è cambiato tutto, dalla tecnologia all’ ospitalità, alle generazioni », dice. « Oggi ci troviamo ad accogliere i figli dei nostri ospiti
Il General Manager Marcos Romero Milans del Bosch
Il direttore F & B Nicola Ultimo