GRANDE CUCINA 02-2023 | Seite 48

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QUANDO LA GIOIA COLORA LA VITA : MARTA GRASSI E LA SUA CUCINA

A

di Daniela Acquadro
nima e cuore con il marito Mauro del ristorante Tantris a Novara , Marta Grassi è una di quelle rare persone che sprigionano la vitalità tranquilla di chi ha la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro . Le nozze d ’ argento con la Michelin non sono un traguardo per lei ma lo stimolo per migliorarsi ogni giorno . Perché i miracoli non esistono senza la volontà . Conosciamola meglio .
Chi è Marta Grassi ? Ci racconti la sua storia Sono una persona normalissima , con tanta voglia di lavorare e con l ’ ambizione di vivere una vita felice . La mia è una storia di passione , semplicemente . Da ragazza sciavo , per passione . Sono arrivata fino all ’ agonismo e poi ho continuato per il mio piacere . Ho studiato per diventare insegnante di Scuola Primaria perché fin da piccola sapevo che avrei lavorato con i bambini . L ’ ho fatto con passione per quindici anni , fino ai primi tagli della Pubblica Amministrazione
UNA VITA FATTA DI PASSIONE ( E SUCCESSI ) QUELLA DELLA CHEF MARTA GRASSI DEL RISTORANTE TANTRIS A NOVARA : DALL ’ INSEGNAMENTO AGLI INIZI DA PARACUCCHI AD AMEGLIA , ALL ’ ESPERIENZA CON L ’ IMMENSO MARCHESI FINO ALLA MERITATISSIMA STELLA
che hanno reso gli insegnanti dei burocrati , rubando loro progettualità ed emotività . Ho scoperto con stupore che anche cucinare era una passione . Pensare che ho imparato a fare il sugo della pasta da un libro quando , a vent ’ anni , sono andata a vivere da sola ! Non avevo mai cucinato , a casa mia lo faceva mia mamma . Pian piano ho cominciato a tirar fuori le abilità che non sapevo di avere , cucinavo per parenti e amici , compravo libri di cucina , studiavo per conto mio , poi ho frequentato il mio primo corso , a Milano . Il nostro insegnante ci invitava a replicare a casa le ricette e poi se ne discuteva insieme . Io riprovavo togliendo ingredienti , aggiungendone altri , modificando le cotture , stravolgendo il piatto . Alla fine del percorso mi chiese se avessi mai pensato di aprire un mio ristorante . No che non ci avevo pensato , proprio mai ! Ormai il seme era gettato anche se ci ha messo anni a germinare . La mia formazione proseguiva : sono finita da Paracucchi ad Ameglia . Parlando con lui , cucinando insieme a lui , ascoltando i suoi consigli , ho capito che bisognava puntare in alto . Lui mi disse :
“ vai da Marchesi ”. Ma come ? Marchesi aveva tre stelle a Milano in via Bonvesin e io che non ero una professionista pensavo che non sarei stata in grado di rapportarmi con un tale monumento . Ci andai , da Marchesi , animata da un ’ insaziabile curiosità . Ancora oggi posso descrivere perfettamente la cucina , il contenuto di ogni sportello , credo di aver assorbito ogni possibile informazione . Marchesi è stato un punto di svolta nella mia vita , anche se sono arrivata da lui proprio alla fine della sua esperienza milanese e ho sentito la tristezza di quel momento . Da allora sono consapevole dei rischi che corre chi vuole percorrere la strada dell ’ alta ristorazione , è stato illuminante . Mentre io cucinavo , Mauro , mio marito , si appassionava al vino , guidato da Alberto Vivian , il meraviglioso enotecario novarese che per primo ha creduto al nostro progetto . Eravamo pronti . Cercavamo un posto nostro e lo abbiamo trovato . Era il 1993 . Il primo Tantris è nato in una frazione di Novara , a Lumellogno . I novaresi ci guardavano con diffidenza , ci consideravano cari ( oltre la soglia psicologica delle 50mila lire ) e pre-