Giornalino2011 | Page 49

Sophie Scholl e " La Rosa Bianca "

Sophie Scholl e " La Rosa Bianca "

Gli ultimi giorni di una protagonista della Resistenza al Nazismo : Sophie Scholl

Il 17 febbraio del1943 ,

quando il governo tedesco dichiarò caduta e perduta Stalingrado , un gruppo di studenti dell ’ università di Monaco si convinse che la fine della guerra fosse ormai prossima . Otto mesi di bombardamenti continuativi e le numerose perdite di soldati sul fronte orientale accrebbero l ’ ottimismo e l ’ euforia del movimento di resistenza studentesco de La Rosa Bianca . Si ebbe così la sensazione che i tempi e il popolo tedesco fossero maturi per la distribuzione e la condivisione del loro sesto volantino rivoluzionario ; furono i fratelli Scholl , Hans e Sophie , a offrirsi volontari ed a immolarsi per la causa antihitleriana . Quella mattina di febbraio centinaia di volantini di denuncia contro i crimini nazisti vennero disseminati lungo i corridoi dell ’ Ateneo bavarese ; un gesto azzardato che divenne il loro punto di non ritorno : sorpresi da un sorvegliante , in soli cinque giorni furono interrogati dalla Gestapo , processati dalla Corte Popolare di Giustizia e condannati alla ghigliottina . I fratelli Scholl , così come tutti i membri della resistenza che nei mesi successivi furono rintracciati e indagati , " peccarono " di entusiasmo : all ’ epoca
dei fatti nessuno di loro avrebbe potuto prevedere che la guerra sarebbe durata ancora due anni , ma soprattutto nessuno di loro comprese quanto lontani fossero i tedeschi dal prendere coscienza dell ’ orrore del quale finirono per essere complici . Alcuni testimoni raccontarono il lungo applauso che accolse il ritorno in Accademia del sorvegliante delatore . La storia de La Rosa Bianca e dei fratelli Scholl non è nuova al cinema tedesco : il regista Marc Rothemund è stato preceduto negli anni Ottanta da due connazionali , gli autori Percy Adlon e Michael Verhoeven . Questa volta però ci si trova davanti a un ’ opera con un ampio respiro e con una diversa storia , che prende avvio ed è favorita dal ritrovamento di documenti inediti conservati per decenni negli archivi della Germania Est e resi pubblici soltanto nel 1990 , dopo la caduta del ” Muro di Berlino ”. A partire dai verbali originali degli interrogatori e dalle numerose testimonianze , come quella della compagna di cella Else Gebel , Rothemund , il regista costruisce un film dove il 90 % delle parole e delle azioni sono autentiche , riservandosi soltanto in due occasioni di sviluppare una sua verità . Nelle opere filmiche precedenti , Sophie finiva per perdersi nel gruppo e confondersi nel coro studentesco . Nella pellicola di M . Rothemund , vincitore al Festival di Berlino / 2006 , al contrario , ogni movimento della macchina da presa , ogni piano è per lei , per la sua figura esile e tragica , e , come Antigone , portatrice sana di amore fraterno e di coraggio civile . A incarnare il sacrificio di Sophie è il talento di Julia Jentsch , sola davanti alla macchina da presa che lascia sullo sfondo bandiere con svastica e divise impeccabili . Dentro resta soltanto il volto di una ragazzina che raggiunge la maturità nel tempo fugace di una canzone di Billie Holiday
Le alunne della 5 D Liceo Socio-Psico-Pedagogico
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