Giornale dell'Installatore Elettrico Nov 2025 | Page 33

LE RIPRESE OCCULTE SONO LECITE SE MIRANO A DOCUMENTARE COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI GIÀ SOSPETTATI, PURCHÉ NON INTERFERISCANO CON L’ ATTIVITÀ ORDINARIA DEI LAVORATORI E NON VIOLINO LE NORME SULLA PRIVACY
SICUREZZA 33
FOCUS 33
LE RIPRESE OCCULTE SONO LECITE SE MIRANO A DOCUMENTARE COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI GIÀ SOSPETTATI, PURCHÉ NON INTERFERISCANO CON L’ ATTIVITÀ ORDINARIA DEI LAVORATORI E NON VIOLINO LE NORME SULLA PRIVACY
prova documentale a conferma dell’ attività illecita che il datore di lavoro aveva il sospetto che si compisse nella propria azienda. Le eccezioni di Caia si rivelano pertanto assolutamente inammissibili sotto il profilo giuridico.
La Massima
Con l’ aiuto della più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, vogliamo pertanto proporre una massima a corredo del caso sopra esposto, che possiamo descrivere come segue. Il datore di lavoro può installare nei locali della propria azienda telecamere per esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale messo a rischio da comportamenti infedeli dei lavoratori, poiché le norme dello Statuto dei Lavoratori tutelano la riservatezza del dipendente, ma non fanno divieto di effettuare controlli difensivi del patrimonio aziendale.
Conclusioni
La giurisprudenza di legittimità con una serie di pronunce, di cui alcune recentissime, ha fornito al datore di lavoro – ed a coloro che questi procederà ad incaricare per eseguire l’ installazione – alcuni criteri che consentono di operare con la dovuta certezza del diritto in un contesto estremamente complesso. A fronte di tale possibilità, che condivisibilmente consente al titolare dell’ a- zienda di proteggere il proprio patrimonio aziendale dall’ operato di dipendenti infedeli, sarà comunque sempre necessario rammentare che la delicatezza della materia impone comunque una disamina preventiva delle implicazioni legali per ogni singolo caso, al fine di potere procedere con la giusta tranquillità alla tutela dei propri diritti.
Approfondimenti
Il caso è liberamente ispirato alla sentenza della Corte di Cassazione, Sez. V Penale, 5 agosto 2025, n. 28613.
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