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Armadi outdoor in vetroresina modulare: la serie Grafi del Gruppo DKC
Nella distribuzione elettrica in bassa tensione su infrastrutture outdoor, la scelta dell’ armadio determina continuità di servizio, semplicità di manutenzione e capacità dell’ impianto di evolvere nel tempo. Illuminazione pubblica, telecomunicazioni, sistemi di distribuzione urbana, infrastrutture per la mobilità elettrica: questi contesti richiedono armadi che resistano alle condizioni ambientali, si adattino a diverse configurazioni e consentano ampliamenti senza rimettere mano alla struttura di base. Il Gruppo DKC risponde con la serie Grafi della Linea Conchiglia, progettata secondo un approccio modulare e componibile. Realizzati in vetroresina RAL 7035 e certificati IMQ secondo la norma CEI EN 62208, gli armadi Grafi DKC sono disponibili con grado di protezione IP44 o IP55 e predisposti per apparecchiature in classe II. La gamma DKC comprende nove altezze, quattro larghezze e due profondità per oltre 500 configurazioni standard, con possibilità di estensione in altezza tramite il sistema di giunzione verticale. La cornice di collegamento DKC, disponibile in versione aperta, chiusa o con setto e membrane passacavo, permette di mantenere la separazione tra i comparti o di abilitare la comunicazione tra i vani senza tagli o lavorazioni aggiuntive sull’ armadio. Cerniere in acciaio inox, maniglie protette e struttura in vetroresina garantiscono affidabilità nel tempo anche in ambienti con prolungata esposizione agli agenti atmosferici. In applicazioni con infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, gli armadi Grafi DKC possono alloggiare componenti elettrici, quadri di alimentazione, sistemi di protezione e apparecchiature ausiliarie a servizio delle colonnine, integrandosi in nuove installazioni e ampliamenti di parcheggi e aree aziendali. Per progettisti e installatori che operano su infrastrutture outdoor soggette a implementazioni successive, la modularità DKC e le oltre 500 configurazioni disponibili offrono un vantaggio concreto: la struttura cresce con l’ impianto, senza sostituire ciò che già esiste.
Sistema di Protezione d’ Interfaccia conforme
CEI 0-21: il Tipo 70.33 targato FINDER
La diffusione degli impianti fotovoltaici connessi alla rete e la crescente articolazione delle micro-reti locali hanno reso la stabilità delle interconnessioni tra sistemi di generazione distribuita e rete pubblica un problema tecnico con rilevanza normativa precisa. La norma CEI 0-21 definisce le soglie di intervento su tensione e frequenza entro cui lo sgancio del Dispositivo di Interfaccia( DDI) deve avvenire in modo tempestivo. Finder risponde a questa esigenza con il Tipo 70.33, un Sistema di Protezione d’ Interfaccia( SPI) compatto e certificato conforme CEI 0-21. Il Tipo 70.33 di Finder esegue la misura e il controllo continuo dei parametri di rete critici: sovratensione e sottotensione fase-neutro e fase-fase, tensione sulla media di 10 minuti, sottofrequenza e sovrafrequenza. Per le moderne micro grid, il dispositivo FINDER integra il monitoraggio del RoCoF( Rate of Change of Frequency), funzione che calcola la derivata temporale della frequenza e intercetta le variazioni repentine che minacciano la stabilità dell’ isola energetica. Il sistema di misura ridondante supporta la sicurezza funzionale, con ingressi digitali per il controllo del DDI e generazione automatica di un registro errori per l’ analisi diagnostica. La tensione di alimentazione universale Finder( 24... 48 V DC, 110... 240 V AC) semplifica il progetto dei quadri e ottimizza la gestione del magazzino riducendo i codici articolo necessari. Per accelerare messa in servizio e verifiche normative periodiche, la memoria del Tipo 70.33 Finder include i programmi pre-impostati Cassetta Test 1 e 2, che guidano l’ operatore nelle prove di collaudo riducendo i margini di errore. Per quadristi e integratori di sistemi, il Tipo 70.33 consente di soddisfare i requisiti CEI 0-21 con un dispositivo Finder compatto, diagnosticabile e compatibile con un’ ampia gamma di configurazioni di quadro, in un contesto impiantistico che rende la protezione d’ interfaccia sempre meno un’ opzione e sempre più una condizione abilitante.
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO