Giornale dell'Installatore Elettrico Luglio 2026 | Seite 32

OLTRE DUE IMPRESE SU TRE NON TROVANO I PROFILI TECNICI CHE CERCANO. LA RISPOSTA PIÙ DIFFUSA È LA FORMAZIONE DEL PERSONALE INTERNO, SCELTA DAL 59,7 % DELLE AZIENDE. NON È UNA STRATEGIA DI SVILUPPO: È LA RISPOSTA OBBLIGATA DI CHI NON TROVA ALTERNATIVE SUL MERCATO
32 FORMAZIONE
OLTRE DUE IMPRESE SU TRE NON TROVANO I PROFILI TECNICI CHE CERCANO. LA RISPOSTA PIÙ DIFFUSA È LA FORMAZIONE DEL PERSONALE INTERNO, SCELTA DAL 59,7 % DELLE AZIENDE. NON È UNA STRATEGIA DI SVILUPPO: È LA RISPOSTA OBBLIGATA DI CHI NON TROVA ALTERNATIVE SUL MERCATO
cupa una posizione di rilievo. Sulla base delle previsioni quinquennali Excelsior, la filiera è indicata come una di quelle che offrirà più posti di lavoro tra il 2024 e il 2028, con una domanda crescente di tecnici che integrano competenze di meccanica, elettronica e informatica. È un profilo professionale molto vicino a quello richiesto nell’ impiantistica avanzata: automazione industriale, domotica, efficienza energetica degli edifici, sistemi di gestione integrata. Il Rapporto ANIE – CRESME 2024 conferma che le tecnologie elettrotecniche ed elettroniche per l’ edilizia- impianti elettrici, domotica, sicurezza, efficienza energetica- sono il fattore abilitante per qualità ambientale e riduzione dei costi nel patrimonio costruito. L’ impatto crescente di queste tecnologie aumenta il fabbisogno di tecnici e impiantisti in grado di progettare, installare e manutenere sistemi complessi. Il 37 % del valore complessivo dell’ edilizia italiana è già oggi rappresentato dalla spesa per impianti: una quota destinata a crescere con la progressiva elettrificazione dei consumi e la penetrazione dei sistemi BACS negli edifici residenziali e terziari.
MECCATRONICA: LA FILIERA CHE CRESCE
Sulla base delle previsioni quinquennali Excelsior( Unioncamere – Ministero del Lavoro), la filiera meccatronica è indicata tra quelle che offriranno più posti di lavoro nel periodo 2024 – 2028. La domanda riguarda tecnici che integrano competenze di meccanica, elettronica e informatica, un profilo molto vicino a quello richiesto nell’ impiantistica avanzata: automazione industriale, domotica, efficienza energetica degli edifici, sistemi di gestione integrata. Il Rapporto ANIE – CRESME 2024 conferma che le tecnologie elettrotecniche ed elettroniche per l’ edilizia sono il fattore abilitante per qualità ambientale e riduzione dei costi nel patrimonio costruito, con un impatto crescente sul fabbisogno di tecnici e impiantisti specializzati.
Perché l’ automazione non sostituisce l’ impiantista
La persistenza della carenza di tecnici in un periodo di rapida diffusione dell’ automazione non è accidentale: è strutturale. I mestieri impiantistici richiedono capacità che i sistemi automatizzati attuali non replicano: adattamento fisico a contesti edilizi non standardizzati, giudizio tecnico in situazioni imprevedibili, lettura e interpretazione di schemi normativi complessi, interazione con committenti e altri operatori di cantiere. Non si tratta di mansioni ripetitive eseguibili in ambienti controllati: ogni cantiere è un contesto nuovo, ogni impianto ha una configurazione specifica, ogni intervento richiede valutazione in loco. Le proiezioni CEDEFOP al 2035 non indicano una riduzione della carenza di lavoratori manuali qualificati: indicano una persistenza. Nel comparto elettrico, la complessità crescente degli impianti( fotovoltaico con accumulo, sistemi BACS, infrastrutture di ricarica bidirezionale, gestione attiva dell’ energia) aumenta il contenuto tecnico del lavoro dell’ installatore, non lo riduce. Il rischio di sostituzione da parte di sistemi automatizzati è basso nel breve e medio termine: la domanda di tecnici capaci di progettare, installare e manutenere questi sistemi è destinata a crescere.
La pressione normativa come moltiplicatore della domanda
La Direttiva Case Green( EPBD IV, Direttiva 2024 / 1275 / UE) e il Decreto Transizione 5.0( DL 19 / 2024, conv. L. 56 / 2024) non sono solo strumenti di politica energetica: sono moltiplicatori della domanda di lavoro tecnico qualificato. La decarbonizzazione del parco edilizio europeo richiede installazioni su larga scala che solo personale qualificato può realizzare. Il D. Lgs. 81 / 08 configura la qualificazione degli operatori elettrici come obbligo normativo, non come scelta discrezionale. In questo quadro, le professioni tecniche e impiantistiche non sono“ mestieri del passato”: sono mestieri il cui valore economico e strategico è in crescita, e che il mercato non riesce ad alimentare con la velocità necessaria.
Per installatori e progettisti
Per chi lavora nel comparto impiantistico, il quadro descritto ha implicazioni dirette. La carenza strutturale di tecnici non è un problema che altri risolveranno: è il contesto operativo in cui si lavora oggi, e probabilmente per il prossimo decennio. Per le imprese impiantistiche, questo significa che la capacità di attrarre, formare e trattenere personale qualificato è già oggi un vantaggio competitivo primario. Le imprese che investono in formazione interna( il 59,7 % secondo Confindustria) non lo fanno per obbligo: lo fanno perché il mercato non fornisce alternative. Per i progettisti, la carenza di tecnici qualificati entra direttamente nella fattibilità degli interventi. Progettare impianti conformi alle normative di riferimento, ai requisiti di Transizione 5.0 e alle prescrizioni EPBD IV richiede figure in grado di eseguire, tarare e certificare. Se queste figure non ci sono, il progetto non si realizza o si realizza in ritardo, con costi imprevisti. La progettazione che ignora la disponibilità reale di manodopera qualificata produce capitolati inapplicabili. Per le figure tecniche in forza, il messaggio è più semplice: in un mercato dove i tecnici sono strutturalmente scarsi e la domanda cresce, il valore professionale di chi sa installare, manutenere e certificare impianti complessi è in aumento. Investire nell’ aggiornamento continuo non è un costo: è il modo più diretto per valorizzare una posizione di mercato già favorevole e destinata a migliorare. www. nt24. it