La distanza tra un incidente e un soccorso tempestivo può fare la differenza tra un infortunio e un decesso. Chi lavora in prossimità di impianti elettrici in tensione affronta ogni giorno una combinazione di rischi difficilmente governabile con i soli DPI passivi: cavi non segnalati, quadri MT aperti, arc-flash improvvisi, ambienti isolati dove un operatore può rimanere senza assistenza anche per ore. Le statistiche sugli infortuni mortali nel settore elettrico confermano che il problema non è solo la prevenzione dell’ e- vento, è la gestione dei minuti immediatamente successivi. Tre rischi in un solo scenario
Il problema tecnico che Compass Pro affronta è triplice. Primo: l’ o- peratore non ha sempre visibilità sulla presenza di tensione
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nell’ ambiente circostante, specie in contesti affollati o con impianti parzialmente fuori servizio. Secondo: un evento critico, caduta, perdita di coscienza, arc-flash, può non essere rilevato in tempo utile se l’ operatore lavora in isolamento. Terzo: anche quando l’ emergenza viene percepita, la comunicazione della posizione esatta e dello stato del lavoratore ai soccorritori genera ritardi e ambiguità che aggravano l’ esito.
Architettura: sensori, soglie, connessione
Il dispositivo integra un sistema di rilevamento di tensione e corrente alternata con copertura a 360 gradi, operativo da 120 VAC fino a 500 kVAC. La sensibilità è configurabile in funzione del livello di tensione atteso- AT, MT o BT- e il dispositivo non si limita a segnalare la presenza del campo: indica anche la direzione della
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fonte. Una funzione che, su un impianto complesso, può orientare l’ operatore prima ancora che raggiunga la zona di rischio. Il rilevatore di arco elettrico è calibrato specificamente sulle lunghezze d’ onda della luce emessa durante un arc-flash, con soglia minima di 4 cal / cm ² e angolo di visione di 45 gradi: non risponde a fonti luminose generiche, ma all’ evento specifico. Per la gestione dell’ emergenza, il dispositivo integra tre funzioni distinte: pulsante SOS ad attivazione manuale, rilevamento di assenza di movimento( mandown) con soglia configurabile, rilevamento di cadute da altezze superiori a 1,8 metri o con impatti superiori a 100g. In caso di evento, l’ app mobile Safeguard e la Safeguard WebApp trasmettono automaticamente posizione GPS e stato dell’ operatore alla centrale operativa o al supervisore. Il GPS dello smartphone viene attivato solo in fase di allarme, non in condizioni ordinarie. Sul piano costruttivo: classificazione IP67, range termico da-20 ° C a + 60 ° C, peso 27 grammi, ricarica USB in 1,5 ore, comandi ridotti a un singolo tasto. Può essere montato su casco, polso o giubbotto. |
Standalone o connesso: due modalità reali
Il dispositivo funziona in modalità standalone, senza smartphone, gestione a tasto singolo, oppure in modalità connessa con l’ ecosistema Safeguard. La prima è indicata per ambienti dove la connettività è ridotta o assente: gallerie, sottostazioni, ambienti industriali schermati. La seconda abilita il monitoraggio remoto in tempo reale e la risposta coordinata agli incidenti. Questa flessibilità è uno degli elementi più significativi dal punto di vista applicativo: non richiede un’ infrastruttura dedicata per essere operativo nel contesto più semplice, ma scala verso scenari di coordinamento avanzato quando le condizioni lo consentono. Per installatori e progettisti coinvolti nella definizione delle procedure HSE su impianti elettrici, la possibilità di integrare Compass Pro in un sistema di monitoraggio esistente— senza vincolare l’ adozione alla presenza di rete— rappresenta un’ opzione concreta anche su cantieri con infrastruttura digitale limitata.
Volta presenterà la soluzione a REAS – Salone Internazionale dell’ Emergenza, a Brescia dall’ 8 al 10 ottobre 2026.
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