FOCUS- IMPIANTI RESIDENZIALI 19 gli obiettivi nazionali di neutralità energetica sarà necessario“ valutare la combinazione ottimale di miglioramento in materia di efficienza energetica, riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, impiego di energie da fonti rinnovabili e uso di impianti di teleriscaldamento e teleraffrescamento in sede di pianificazione, progettazione, costruzione e ristrutturazione di aree industriali e residenziali”( articolo 29, comma 3). La stessa commissione europea propone( Allegato I della Direttiva), all’ interno del quadro comune generale per il calcolo della prestazione degli edifici, di tenere conto dell’ influenza positiva delle“ condizioni locali di esposizione al sole,( dei) sistemi solari attivi e( di) altri impianti di generazione e calore ed elettricità a partire da energia da fonti rinnovabili”.
Periodo
Il ruolo dell’ impianto elettrico
Ancora non conosciamo quali saranno le leve su cui si agirà il nostro paese( incentivi, bonus
Riduzione dei consumi Entro il 2030 Almeno il 16 % Entro il 2035 Almeno il 20-22 % Entro il 2050 Edifici a emissioni zero( 1)
Tabella 1. Obiettivi di riduzione dei consumi di energia primaria media rispetto al 2020 nel settore residenziale.( 1) Gli obiettivi emissione zero previsti per le nuove costruzioni decorrono dal 2030 per gli edifici privati e dal 2028 per gli edifici pubblici
Periodo
Riduzione dei consumi Entro il 2030 Almeno il 16 % Entro il 2035 Almeno il 26 % Entro il 2050 Edifici a emissioni zero( 1)
Tabella 2. Obiettivi di riduzione dei consumi di energia primaria media rispetto al 2020 nel settore non residenziale.( 1) Gli obiettivi emissione zero previsti per le nuove costruzioni decorrono dal 2030 per gli edifici privati e dal 2028 per gli edifici pubblici fiscali, ecc.), ma è indubbio che per raggiungere gli obiettivi occorre coinvolgere, ancora una volta, il settore impiantistico e, in particolare, l’ impianto elettrico. Se non altro per la necessità di predisporre i circuiti necessari per il collegamento dei sistemi di produzione di energia( elettrica e / o termica) prodotta facendo ricorso alle fonti rinnovabili locali. Fra questi, ad esempio, i moduli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica al fine di ridurre la bolletta energetica del singolo cittadino( autoconsumo) e utilizzarla per alimentare la climatizzazione ovvero l’ alimentazione delle pompe di calore utilizzate per il raffrescamento e il riscaldamento delle singole unità. Azioni che è possibile progettare agevolmente nei nuovi edifici, ma che si presenta come un’ importante occasione per intervenire nell’ esistente, soprattutto in occasione di una ristrutturazione che coinvolga l’ involucro edilizio. Sappiamo bene come adeguare l’ impianto elettrico, spesso
INCENTIVI NEL SETTORE RESIDENZIALE
Ristrutturazioni: detrazioni nel 2026 del 50 %( abitazione principale) e 36 %( altre) per interventi di conseguimento di risparmi energetici, come ad esempio l’ installazione di un sistema fotovoltaico. Interventi ammessi: manutenzione straordinaria e ordinaria( solo parti comuni). Conto Termico 3.0: in ambito residenziale, incentivi fino al 65 % per incrementare l’ efficienza energetica( Titolo II). L’ incentivo è calcolato in base alla tipologia di intervento. Il Conto Termico 3.0 incentiva anche la produzione di energia termica da fonte rinnovabile( Titolo III) in ambiti non residenziali. Per quanto riguarda l’ installazione del sistema fotovoltaico con accumulo, l’ accesso al Conto Termico è subordinato alla sostituzione dell’ impianto di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche( autoconsumo dell’ energia prodotta con eventuale cessione dell’ energia in eccesso).
vetusto, insicuro e inadeguato per l’ attuale uso quotidiano dettato delle tecnologie e dai servizi disponibili con la comunicazione web, agevoli queste attività. Quindi, partendo dalla verifica dei componenti elettrici utilizzati, delle condutture elettriche e dei dispositivi di protezione installati- se non altro per garantire le condizioni minime di sicurezza e funzionalità richieste dalle norme-, l’ impianto elettrico è chiamato a sostenere il funzionamento degli elettrodomestici, degli impianti tecnologici, dei sistemi di comunicazione elettronica e dell’ automazione. Sotto questo profilo il primo aiuto era stata la Legge 5 marzo 1990, n. 46“ Norme per la sicurezza degli impianti”( ora Dm 37 / 08)
ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI
e in particolare il regolamento di attuazione che aveva previsto l’ adeguamento degli impianti esistenti, pietre miliari per la sicurezza degli edifici. Si tratta, ahimè, di un intervento legislativo che ha riservato spiacevoli sorprese nella realizzazione pratica, soprattutto nel caso degli impianti elettrici privi( ancora oggi) dell’ impianto di terra. Ma questo è un altro capitolo.
Regola d’ arte
Partiamo da zero cercando di rispondere alla domanda iniziale, ovvero perché l’ impianto elettrico rappresenti uno strumento per favorire l’ incremento della prestazione energetica di un edificio. Per farlo partiremo dalle norme
( Articolo 5, comma 8 – DPR 447 / 1991) Per l’ adeguamento degli impianti già realizzati alla data di entrata in vigore della legge è consentita una suddivisione di lavori in fasi operative purché l’ adeguamento complessivo avvenga comunque nel triennio previsto della legge, vengano rispettati i principi di progettazione […] e venga rilasciata la dichiarazione di conformità che ne attesti l’ autonoma funzionalità e la sicurezza. Si considerano comunque adeguati gli impianti elettrici preesistenti che presentino i seguenti requisiti: sezionamento e protezione contro le sovracorrenti, posti all’ origine dell’ impianto, protezione contro i contatti diretti, protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”.
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO