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un professionista, con la collaborazione del personale incaricato alla manutenzione e del personale interno dell’ azienda), avendo almeno cura di:- rilevare come è realizzato l’ impianto;
- reperire le informazioni circa le condizioni di esercizio dei più importanti settori, macchine, utilizzatori, ecc.. rilevando le potenze assorbite e quelle nominali, le correnti di spunto, le temperature di esercizio dei componenti e delle condutture.
- verbalizzare eventuali anomalie riscontrate in passato, avvalendosi delle persone che operano nell’ azienda. Uno strumento giuridico e tecnico fondamentale in questi casi è la Dichiarazione di Rispondenza. Introdotta dal Decreto 37 / 08, essa funge da sostituto della Dichiarazione di Conformità quando quest’ ultima non è più reperibile o non è stata prodotta per impianti realizzati tra il 1990 e il 2008. Questo documento, rilasciato sotto la responsabilità di un professionista iscritto all’ albo con comprovata esperienza quinquennale nel settore, attesta che l’ impianto rispetta i requisiti essenziali di sicurezza. La redazione di una Dichiarazione di Rispondenza impone necessariamente quei rilievi e quella ricostruzione documentale che sono, di fatto, il cuore pulsante di una corretta attività di manutenzione. Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto è sostituito- per gli impianti eseguiti prima dell’ entrata in vigore del presente decreto- da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’ albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce
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la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’ articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’ impresa abilitata di cui all’ articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.
L’ impatto dei fattori ambientali sul deterioramento
Per impostare una strategia manutentiva che non sottovaluti né sopravvaluti i rischi, è indispensabile analizzare come l’ ambiente esterno interagisca con i componenti elettrici. Il deterioramento non è costante, ma è influenzato da sollecitazioni meccaniche, agenti atmosferici e interazioni umane. Fattori come l’ accumulo di polvere, l’ esposizione a vibrazioni o la presenza di personale non adeguatamente formato devono essere aggiornati periodicamente, specialmente in occasione di ristrutturazioni o cambi di processo produttivo. Tra i principali agenti di degrado troviamo:
• Temperatura ambiente: Sia il freddo estremo sia il caldo eccessivo sono nemici degli isolanti. Le basse temperature possono causare fessurazioni e un aumento della viscosità dei lubrificanti, mentre il calore accelera l’ invecchiamento dei polimeri, portando a ossidazioni o addirittura alla carbonizzazione delle parti isolanti.• Acqua e umidità: La pioggia o l’ umidità elevata possono essere assorbite dai materiali, riducendo il grado di isolamento e favorendo fenomeni di elettrolisi o corrosione, specialmente se abbinate alla sporcizia. |
• Corpi solidi e polveri: L’ accumulo di sporco impedisce la corretta dissipazione del calore e, in casi specifici, può fungere da innesco per incendi o esplosioni.• Vibrazioni e urti: Le sollecitazioni meccaniche continue allentano i morsetti e le connessioni, creando pericolosi punti di riscaldamento per effetto Joule.• Flora e fauna: I roditori rappresentano una minaccia costante per l’ integrità dei cavi, mentre la formazione di muffe può degradare chimicamente gli isolanti in PVC.• Agenti chimici e vento: La presenza di nebbie saline o vapori acidi accelera la corrosione del rame e riduce la resistenza delle superfici di contatto, compromettendo l’ efficienza energetica e la sicurezza. |
Valutazione del rischio e periodicità degli interventi
Nel contesto della sicurezza sul lavoro, la valutazione del rischio si basa sulla combinazione tra la gravità di un potenziale danno( magnitudo) e la frequenza con cui questo può verificarsi. Sebbene negli uffici il rischio elettrico possa apparire trascurabile, esso rimane basso solo se l’ impianto è correttamente mantenuto. Il manutentore ricopre un ruolo
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cruciale: è la figura che vigila sul trascorrere del tempo, sull’ uso corretto da parte dell’ utente e sull’ assenza di manomissioni non autorizzate. La periodicità degli interventi non può essere statica, ma deve essere dinamica e basata sull’ a- nalisi del contesto. Un quadro elettrico situato in un capannone industriale con vibrazioni costanti richiederà serraggi dei morsetti molto più frequenti rispetto a uno situato in un ufficio climatizzato. Allo stesso modo, se i test strumentali sugli interruttori differenziali forniscono risultati costantemente positivi per anni, è possibile riconsiderare l’ intervallo di controllo. Al contrario, se si riscontra un’ anomala frequenza di guasti, la pianificazione deve essere immediatamente intensificata. Questo approccio basato sul“ costo-opportunità” garantisce che le risorse siano investite dove il rischio è realmente maggiore, mantenendo l’ impianto in uno stato di efficienza e sicurezza duraturo. Formalizzare un piano di manutenzione non è solo un atto burocratico necessario per definire capitolati, appalti o contratti, ma costituisce lo strumento principale per stimare correttamente le risorse necessarie e quantificare l’ impegno economico richiesto per garantire l’ efficienza e la sicurezza degli impianti. |
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