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base di considerazioni di carattere generale;
-“ piano di manutenzione” effettivo, redatto dal responsabile della manutenzione dell’ impianto e che deve essere adeguato alle effettive necessità, ed eventualmente aggiornato, se necessario. Formalizzare un piano di manutenzione è il punto di partenza per definire un capitolato, un appalto o un contratto, ma più in generale, consente di stimare le risorse necessarie per l’ esecuzione delle attività, quantificandole anche dal punto di vista economico.
L’ analisi dell’ impianto e il valore della documentazione tecnica
La progettazione di un efficace piano di manutenzione non può prescindere da un’ analisi meticolosa dell’ impianto e della documentazione tecnica che lo accompagna. Definire gli interventi, le modalità operative e la loro periodicità richiede infatti una conoscenza profonda dell’ infrastruttura. È fondamentale censire ogni componente, conoscere l’ e- tà dell’ impianto e valutare quanto intensamente venga utilizzato. In questo contesto, reperire informazioni di progetto originali e manuali d’ uso è prioritario. Per le strutture con una certa anzianità, diventano preziosi anche i registri storici degli interventi e i verbali dei controlli passati, che fungono da“ cartella clinica” del sistema elettrico. La documentazione non è solo un supporto tecnico, ma un obbligo normativo preciso. Secondo le indicazioni della Norma CEI 64-8, ogni impianto deve essere corredato da schemi, diagrammi o tabelle che ne illustrino chiaramente la composizione. Questi documenti devono dettagliare il tipo di circuiti, i punti di utilizzo serviti, la sezione dei conduttori, le tipologie di canalizzazione
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e, soprattutto, le caratteristiche dei dispositivi di protezione e isolamento. Per gli impianti di dimensioni ridotte, tali informazioni possono essere fornite in forma di elenco componenti, ma resta raccomandato disporre di dati sulla lunghezza dei circuiti, le correnti di cortocircuito presunte e le regolazioni effettuate sui dispositivi di protezione. Una documentazione costantemente aggiornata a seguito di ogni modifica permette non solo di operare con un grado superiore di sicurezza, ma di abbattere sensibilmente i tempi di intervento e i relativi costi gestionali.
Assenza di documenti e Dichiarazione di Rispondenza
Ogni impianto deve essere opportunamente documentato, come previsto dalla Norma CEI 64-8:“… devono essere forniti gli schemi, i diagrammi o le tabelle conformi alla Norma EN 61346-1 e alla serie di Norme EN 61082, che indichino:- il tipo e la composizione dei circuiti( punti di utilizzo serviti, numero e dimensione dei conduttori, tipo di canalizzazioni);
- le caratteristiche necessarie per l’ identificazione dei dispositivi che svolgono le funzioni di protezione, isolamento e commutazione e loro disposizione”. Per gli impianti non soggetti ad obblighi di progettazione, le seguenti informazioni possono essere fornite sotto forma di elenco dei relativi componenti elettrici. Si raccomanda che gli schemi e i documenti comprendano le seguenti informazioni dettagliate:- tipo e sezione dei conduttori;- lunghezza dei circuiti;- natura e tipo dei dispositivi di protezione;- corrente nominale o regolazione dei dispositivi di protezione;
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- correnti di cortocircuito presunte e potere di interruzione dei dispositivi di protezione. Queste informazioni dovrebbero essere fornite per ciascun circuito dell’ impianto. Si raccomanda di aggiornare queste informazioni dopo ciascuna modifica all’ impianto. I disegni e i documenti dovrebbero indicare la posizione dei dispositivi nascosti. In generale devono essere a disposizione schemi, planimetrie, tabelle ecc. che indichino in particolare:- il tipo e la composizione dei circuiti( punti di utilizzazione, numero e sezione dei conduttori, tipo di condutture elettriche ecc.);
- le caratteristiche necessarie all’ identificazione dei dispositivi che svolgono la funzione di protezione, di sezionamento e di comando e la loro dislocazione;
- le tarature dei dispositivi di protezione regolabili( ad esempio per verificare la selettività dei dispositivi differenziali). Per garantire che operi con opportuno grado di sicurezza ed efficienza, il personale addetto alla manutenzione e alla gestione dell’ impianto, deve essere messo in condizione di comprendere come questo è realizzato, pertanto deve disporre dei disegni planimetrici, degli schemi elettrici, dei manuali di uso e di manutenzione dei componenti installati
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, ecc.). Inoltre, la disponibilità di documentazione aggiornata consente di ridurre notevolmente i tempi di intervento e di manutenzione, e conseguentemente di limitare i costi. La guida CEI 0-2“ Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici” prevede che ogni impianto elettrico dovrà essere documentato anche dai disegni“ as built”. La documentazione minima indispensabile è correlata alla tipologia e alla complessità dell’ impianto e funzionale al tipo di intervento, tuttavia, in generale possono risultare sufficienti:- gli schemi elettrici aggiornati di tutti i quadri( MT o BT);
- planimetrie( o in alternativa un’ accurata relazione tecnica) con indicata l’ ubicazione dei quadri elettrici con i percorsi delle linee principali e secondarie, nonchè dei principali utilizzatori;
- registri dei controlli di manutenzione e dei principali guasti rilevati durante l’ esercizio dell’ impianto.
- tabelle( o relazione tecnica) con le tarature dei dispositivi regolabili. Le carenze in ambito documentale non devono rappresentare una scusa per procrastinare le attività di manutenzione. In assenza di documentazione si dovrà procedere alla ricostruzione delle informazioni minime per lo svolgimento delle attività( eventualmente il compito può essere affidato ad
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