Giornale dell'Installatore Elettrico Feb/Mar 2026 | Page 48

46 CONTO TERMICO 3.0
euro, inferiore a un’ equivalente elettrica. La scelta di una pompa a gas è strategica quando il cliente dispone già di una rete gas robusta e non vuole affrontare il costo di elettrificazione della fornitura. Una restrizione importante: le pompe a gas non sono ammesse per imprese e Enti del Terzo Settore economici. Solo PA, ETS non economici e privati possono accedere a questo finanziamento.
I sistemi ibridi e bivalenti: la transizione graduale
Un sistema ibrido factory-made integra una pompa di calore e una caldaia a gas a condensazione in un unico apparato progettato dal costruttore. Un sistema bivalente accoppia una pompa di calore e una caldaia, costruiti separatamente, coordinate da un sistema di controllo intelligente. L’ incentivo si calcola sulla pompa di calore del sistema, moltiplicato per un coefficiente maggiorante. Per i sistemi ibridi factory-made, il coefficiente è 1,25, riconoscendo l’ integrazione
superiore. Per i sistemi bivalenti, il coefficiente è 1,0( o 1,1 se la caldaia secondaria è di potenza superiore a 35 kilowatt). Un ibrido factorymade con pompa interna da 15 kilowatt( SCOP 3,8, zona D) genera un incentivo maggiorato di circa 1.825 euro all’ anno, superiore a una pompa singola di pari potenza. La convenienza di un sistema ibrido o bivalente sta nella flessibilità operativa. Durante i mesi invernali più freddi, quando la pompa di calore potrebbe avere efficienza ridotta( perché l’ a- ria esterna è molto fredda), la
caldaia a gas integrata prende il carico, garantendo comfort termico senza degradazione di efficienza. È una strategia di gestione ibrida della domanda termica. Un sistema bivalente richiede asseverazione tecnica specifica se la pompa e la caldaia provengono da costruttori diversi. La compatibilità deve essere garantita dal produttore della pompa, con dichiarazione rilasciata in forma ufficiale. Questo passaggio amministrativo aggiunge costi e tempi di istruttoria, ma è obbligatorio. Dal punto di vista del cliente, il bivalente consente una transizione graduale verso le rinnovabili. Se la caldaia preesistente ha meno di cinque anni di vita residua, il cliente non è obbligato a sostituirla. La pompa viene aggiunta come generatore primario, con la caldaia che rimane come backup. È una soluzione che riduce l’ investimento iniziale e distribuisce il cambio tecnologico nel tempo. Le spese ammissibili per i sistemi bivalenti includono, oltre alle componenti pompa di calore, anche le opere di collegamento tra la pompa e la caldaia secondaria, il sistema di controllo intelligente( che arbitra il funzionamento tra le due fonti), e gli interventi di regolazione. Un vincolo non negoziabile: se la caldaia secondaria è alimentata
a gas, deve essere a condensazione, con rendimento minimo del 90 %. Caldaie a biomassa possono essere accoppiabili, ma aumentano significativamente la complessità costruttiva e i costi di controllo.
La biomassa: efficienza in zone fredde
Le caldaie a biomassa( pellet o legna) ricevono incentivi formulati diversamente. L’ incentivo annuale è il prodotto della potenza nominale( kilowatt), delle ore di funzionamento annuale per zona climatica( A = 600, B = 850, C = 1.100, D = 1.400, E = 1.700, F = 1.800 ore / anno), di un coefficiente di valorizzazione( 0,060 euro per kilowattora-termico per caldaie sotto 35 kilowatt; 0,025 per caldaie 35-500 kilowatt; 0,020 per caldaie oltre 500 kilowatt), e di un coefficiente premiante per controllo delle emissioni di particolato( 1,0 per riduzione inferiore al 20 %; 1,2 per riduzione 20- 50 %; 1,5 per riduzione superiore al 50 % rispetto alla classe 5 stelle DM 186 / 2017).
Gli impianti solari termici: il complemento, non il sostituto
Un impianto solare termico per la produzione di acqua calda
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