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ratamente. Questa incomprensione è frequente e genera sorprese nei colloqui economici con i clienti, soprattutto quando la proposta include più fonti di finanziamento.
I requisiti tecnici: SCOP, SPER e l’ ossessione per l’ ecodesign
I requisiti tecnici per l’ ammissibilità dei generatori termici non sono linee guida; sono soglie dure, non negoziabili. Derivano direttamente dai regolamenti europei di ecoprogettazione. Per le pompe di calore elettriche, il parametro critico è lo SCOP, il Seasonal Coefficient of Performance, calcolato in zona climatica“ average” secondo la norma UNI EN 14825. I valori minimi sono fissi per categoria di impianto. Una pompa di calore aria-aria split deve garantire uno SCOP minimo di 3,8. Una pompa aria-acqua raggiunge 2,825. Una pompa acqua-acqua è fissata a 2,95. Per i sistemi a bassa temperatura( inferiore a 55 ° C in mandata), gli SCOP minimi salgono: 3,2 per aria-acqua, 3,325 per acquaacqua. Le pompe geotermiche seguono la stessa gerarchia, sostituendo il fluido esterno con salamoia in circuito chiuso. Questi non sono valori indicativi, sono obblighi. Una pompa dichiarata con SCOP 3,79 non è ammissibile se il minimo è 3,8.
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Per le pompe di calore a gas, il parametro equivalente è lo SPER, il Seasonal Performance Efficiency Ratio, generalmente più basso dello SCOP. Per una pompa aria-aria a gas, lo SPER minimo è 1,33. Per una aria-acqua, è 1,13. Le pompe a gas non sono solo sottoposte a requisiti di efficienza, ma anche a vincoli rigorosi su emissioni di ossidi di azoto( NOx): inferiori a 120 mg / kWh per sistemi ad assorbimento, 240 mg / kWh per sistemi a motore endotermico. Inoltre, una restrizione importante: le pompe a gas non sono ammesse per imprese e Enti del Terzo Settore economici. Solo PA, ETS non economici e privati possono finanziare pompe a gas tramite il Conto Termico. La selezione del generatore termico è il primo filtro di un progetto Conto Termico 3.0. Prima di proporre una pompa a un cliente, il professionista deve consultare la Scheda Prodotto ecodesign del costruttore e verificare che lo SCOP( o SPER) dichiarato rientri nei minimi. Non è una valutazione di mercato, è una verifica di ammissibilità tecnica. Una pompa con SCOP insufficiente invalida l’ intero progetto, indipendentemente da prezzo e qualità costruttive.
I beneficiari: confini rigidi
La categorizzazione dei beneficiari nel Conto Termico 3.0 è binaria.
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Non ci sono zone grigie. Le Pubbliche Amministrazioni accedono a tutti i titoli con le intensità più favorevoli. Gli Enti del Terzo Settore non economici( associazioni di volontariato, fondazioni no-profit) sono equiparati alle PA. Gli Enti del Terzo Settore economici( fondazioni che svolgono attività economica, cooperative sociali) accedono esclusivamente a Titolo III, come soggetti privati. I privati in ambito residenziale( proprietari di abitazioni, condomini residenziali, unità abitative) hanno accesso esclusivo a Titolo III. Titolo II è loro completamente precluso. Un proprietario di casa che vuole isolare la copertura non può usare Conto Termico 3.0; ricorre all’ Ecobonus. Lo stesso proprietario può invece finanziare l’ installazione di una pompa di calore tramite Titolo III. I privati in ambito terziario( proprietari di alberghi, uffici, strutture ricettive, negozi, edifici commerciali) accedono a entrambi i titoli, con le intensità sopra descritte. Le imprese accedono a Titolo III esclusivamente, soggette alle disposizioni aggiuntive del Titolo V, che includono obblighi sulla riduzione di gas serra e restrizioni su tecnologie ammissibili. Questa classificazione rigida ha conseguenze dirette. Un professionista che intreccia la consultazione iniziale con un cliente deve verificare immediatamente categoria catastale e destinazione d’ uso dell’ edificio. Se residenziale, Titolo II è escluso per i privati. Se il cliente desidera un intervento di Titolo II, deve ricorrere ad Ecobonus o altri strumenti. Non ci sono eccezioni, non ci sono vie alternative nel Conto Termico 3.0.
Le modalità di accesso: diretto versus prenotazione
Gli operatori hanno due strade per accedere ai finanziamenti, e sono completamente diverse. Un privato in accesso diretto presenta
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la domanda Conto Termico 3.0 tramite il portale GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Le risorse annuali sono predefinite( 500 milioni per privati, ulteriori quote per PA e CER). Se le risorse si esauriscono, le domande rimanenti vengono accodate per l’ anno successivo. Non c’ è certezza di finanziamento fino all’ ammissione GSE. Questo è il percorso standard per i privati. Una Pubblica Amministrazione può optare per la prenotazione anticipata: presenta una richiesta preliminare 18 mesi prima dell’ avvio dei lavori, allegando diagnosi energetica e delibera di impegno di spesa. Se ammessa, ha certezza delle risorse fino a 36 mesi dalla fine lavori. È una traccia di strada che il GSE garantisce al cliente pubblico, riducendo il rischio di esaurimento fondi. La differenza strategica è enorme. Un’ amministrazione che pianifichi una riqualificazione pluriennale opta per la prenotazione, garantendosi il finanziamento. Un privato che ritardi la presentazione della domanda rischia di trovare risorse esaurite e di dover aspettare il prossimo anno. Per il professionista, questo significa comunicare chiaramente al cliente privato l’ importanza dell’ urgenza nella fase amministrativa postlavori.
La documentazione: completezza come arma strategica
La domanda di accesso al Conto Termico 3.0 è corredata di documentazione molto articolata. Un elenco sommario include: dichiarazione di atto notorio( moduli GSE), documento d’ identità del Soggetto Responsabile, fatture quietanziate di ogni spesa sostenuta, certificato di conformità dell’ impianto secondo DM 37 / 2008( ex legge 46 / 90). Per gli interventi di Titolo III, la documentazione si estende ulte-
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